GHIGLIA NON SA DI COSA PARLA, IL COMUNE DI TORINO HA GIA’ NOMINATO IL SUO MEMBRO NEL CDA

GHIGLIA NON SA DI COSA PARLA, IL COMUNE DI TORINO HA GIA’ NOMINATO IL SUO MEMBRO NEL CDA. FACCIA CAMPAGNA ELETTORALE SU COSE CHE CONOSCE MEGLIO. E LA FONDAZIONE, OLTRE CHE DEL BILANCIO, SI OCCUPI DEI PROGETTI SUI SINGOLI SITI, IN MODO DA REALIZZARLI APPENA I FONDI SARANNO DISPONIBILI”

Da quando è stata approvata la legge che ha destinato i residui dei fondi olimpici alla Fondazione XX marzo – ormai sono passati sei mesi – abbiamo più volte sollecitato le istituzioni locali (Regione, Provincia e Comune di Torino) a attivare le necessarie procedure affinché queste risorse (che, vogliamo ricordarlo, sono utilizzabili in tranche annuali 2012-2018) venissero utilizzate.
E’ evidente che non é compito nostro giudicare i problemi che impediscono la chiusura del bilancio della Fondazione. Ma non comprendiamo per quale ragione il consiglio di amministrazione della Fondazione XX marzo, peraltro presieduto da un tecnico di capacità indiscutibili come il dott. Mora, non affianchi al giusto impegno rispetto alle problematiche del bilancio una attività di progettazione unitaria su tutti i siti olimpici interessati, affinché, appena conclusi gli aspetti di carattere finanziario, si possa procedere a realizzare gli interventi necessari sulle strutture.
Non comprendiamo poi l’inutile e sbagliata polemica dell’on Ghiglia nei confronti del Comune e della Provincia di Torino che, oltre a dimostrare ignoranza sulla questione nomine (il Comune di Torino ha già indicato il proprio membro del cda, Sara Levi Sacerdoti) rischia di trasformare la vicenda del post olimpico in qualcosa che non è mai stata, cioè una diatriba di parte a fini elettorali.
Chiediamo all’on Ghiglia di non guastare il clima positivo che ci ha consentito, tutti insieme, di ottenere uno straordinario risultato per il nostro territorio. Lo invitiamo, se ha l’irrefrenabile esigenza di iniziare la campagna elettorale, a farlo su altri temi.
Ribadiamo la richiesta pressante a Cota, Fassino e Saitta affinché stimolino la Fondazione a operare sui progetti necessari per la salvaguardia del patrimonio olimpico. Avere di questi tempi 100 milioni da spendere e non farlo rischia di essere un errore imperdonabile.