“Fuori i nomi dei dieci notai evasori”

DIEGO LONGHIN – Repubblica

«PERCHÉ garantire la privacy dei notai evasori?». Il quesito è rivolto direttamente al ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, e al ministro della Giustizia, Paola Severino. Ed è contenuto in un’interrogazione presentata dall’onorevole del Pd, Stefano Esposito, che si definisce «indignato» per la vicenda dei notai evasori emersa a fine luglio dopo un anno di indagini dell’Agenzia delle Entrate di Torino. In tutto una decina di professionisti che avevano trovato un metodo quasi infallibile per evadere il fisco, passando addirittura come notai “low cost”. In effetti le parcelle emesse alla fine erano più basse della media dei colleghi, peccato che il resto, dal 15 al 25 per cento, finisse sotto la voce “altri costi addebitati”. In pratica un anticipo di spese da parte dei clienti, non tassabile. Totale imponibile non dichiarato? 2,9 milioni di euro. I dieci, appena ricevuti i verbali non hanno battuto ciglio, pagando il dovuto più una sanzione . «E per questo va un plauso ai funzionari dell’Agenzia — sottolinea Esposito — ma risulta anomalo che non siano stati resi noti i nomi dei notai evasori». E aggiunge: «Quando si tratta di altre categorie, a partire dai commercianti, non si utilizza la privacy per tutelare le persone. Anzi. Ci sono stati casi di serrande abbassate con tanto di biglietto. Si usano due pesi e due misure?». E il deputato Esposito si definisce ancora

più «indignato» perché non si tratta di privati qualsiasi, ma di professionisti che hanno un rapporto di fiducia con lo Stato: «In un momento in cui l’azione del governo è giustamente proiettata a colpire l’inaccettabile piaga dell’evasione fiscale, risulta quanto meno anomalo che i notai torinesi vengono preservati con l’anonimato, tenendo anche conto del ruolo di pubblici ufficiali che svolgono per conto dello Stato e nei confronti dei cittadini », scrive il parlamentare. E l’esponente del Pd invoca dai due ministri massima trasparenza, chiedendo se non sia opportune «iniziative, effettuando ispezioni e verifiche, per verificare che non sia venuto meno il rapporto fiduciario tra Stato e notai evasori».

L’Agenzia delle Entrate ha trasmesso gli atti al Consiglio notarile di Torino che potrebbe prendere iniziative disciplinari nei confronti dei colleghi coinvolti, a tutela degli altri iscritti e dell’onorabilità della professione. E le prime reazioni all’interrogazione arrivano dalle associazioni dei commercianti: «Le regole devono valere per tutti — sottolineano Maria Luisa Coppa, presidente dell’Ascom, e Antonio Carta, numero uno Confesercenti — non siamo per la gogna, anzi, ma perché il trattamento per alcune categorie deve essere differente. O si rende pubblico il nome di tutti o di nessuno».