Piemonte, dove sono i  Ministri “piemontesi”?

La scelta devastante e incommentabile del Ministro Severino sulla soppressione dei Tribunali piuemontesi – disattendendo radicalmente ciò che il Parlamento ha discusso e votato in sede di Commissione Giustizia alla Camera e al Senato  ripropone il ruolo e la funzione dei cosiddetti “Ministri tecnici” piemontesi nell’attuale esecutivo Monti.

Per essere chiari, e senza nessuna polemica personale o pregiudiziale politica, nessuno pretende da questi Ministri svolgano un’azione lontanamente paragonabile al ruolo che ebbero i Donat-Cattin in altri tempi della storia politica italiana, ma crediamo però sia giunto il momento di chiederci se gli attuali Ministri piemontesi siano di aiuto o di ostacolo rispetto ai problemi drammatici che sta attraversando il territorio subalpino.O meglio, se la loro presenza è riconducibile solo ai titoli accademici e alle comparsate televisive o anche alla difesa, ovviamente legittima e in piena trasparenza, degli interessi territoriali reali del Piemonte. Non elenchiamo i temi. L’elenco sarebbe lunghissimo. Ci limitiamo a sottolineare il fatto che, al di là del nostro richiamo per affrontare insieme il cosiddetto “dossier” Piemonte – caduto puntualmente nel vuoto – registriamo una forte propensione alla visibilità mediatica, forse in vista delle future candidature, e una sostanziale, se non plateale, indifferenza ai problemi del Piemonte. Insomma, una presenza politica che, per dirla con uno slogan, fa fine e non impegna. Cioè una presenza puramente ornamentale”.

 

Lo dicono i parlamentari del Pd Giorgio Merlo e Stefano Esposito.