CONTRO AZIENDE E LAVORATORI CONTINUANO LE INTIMIDAZIONI MAFIOSE DEI NO TAV

L’occupazione della sede dell’azienda Promogeovalsusa da parte di alcuni teppisti No Tav non è solo un’azione dimostrativa, ma un’autentica intimidazione in stile mafioso nei confronti di un’impresa per il solo fatto di aver espresso interesse a partecipare a un appalto relativo alla Tav, cosa del tutto normale in un momento di crisi come quello attuale dove le aziende cercano di ottenere commesse e di tutelare i propri dipendenti.

E’ oramai a tutti evidente come i gruppi antagonisti che soggiornano al campeggio di Chiomonte, non si sa bene da chi finanziati, praticano metodi violenti e mafiosi. Auspicando che tali personaggi vengano identificati e perseguiti, credo che sia giunto il momento di dire che non servono più parole nei confronti dei No Tav ma in Valle di Susa occorre fare un’unica cosa: riportare la legalità con tutti gli strumenti previsti dalla legge e garantire a coloro che hanno a cuore lo sviluppo della Valle di essere difesi nei confronti dei violenti.

L’azione intimidatoria si è conclusa con un avvertimento al titolare dell’azienda: “torneremo nei prossimi giorni e bruceremo tutto”.

Cosa deve ancora succedere perché ci sia un sussulto di parte di coloro che continuano a pensare che la lotta alla Tav sia una forma di resistenza popolare e disobbedienza civile?

Come scritto in un mio recente manifesto, si tratta di scegliere se stare con chi tira sassi (e minaccia) oppure dalla parte dei lavoratori e della legge. Personalmente da tempo, e con me il mio partito, abbiamo scelto i lavoratori e la legge. A chi avesse ancora dei dubbi vorrei solo ricordare cosa successe in un passato non troppo lontano quando si occupavano aziende e si minacciavano i lavoratori.