No Tav, annunci di assedio al cantiere

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

È DI nuovo allarme in Valsusa per l’operazione che i No Tav hanno annunciato per questa sera. Una passeggiata vicino alle recinzioni del cantiere dell’alta velocità per dimostrare, scrivono sul sito notav.info, che «non è bastata la polizia, non basterà l’esercito. Continueremo a tornare, fino a che non ve ne andrete via…». L’evento fa parte del calendario della quattro giorni di «Valsusa, università delle lotte», un raduno di movimenti universitari condito da incontri, seminari, spettacoli. E passeggiate notturne al cantiere. Come quella

di stasera che segue di poche ore un altro assalto, la notte scorsa quando un gruppo di No Tav si è avvicinato alle recinzioni intorno alle quattro del mattino e ha iniziato una «battitura» contro le barriere di cemento, tagliando le recinzioni in alcuni punti. Le forze dell’ordine hanno risposto con idranti e lacrimogeni. Il tutto è durato non più di un’ora.

La strategia d’agosto dei No Tav è stata un mix di «azioni lam-

po» al cantiere e di incursioni nelle sedi, a Torino e in Valle, delle aziende che lavorano, o hanno lavorato al cantiere. Una strategia mirata, spiegano, a colpire «chi è responsabile della devastazione del territorio» e condannata dalla politica. Ma soprattutto dai rappresentanti delle associazioni di categoria perché «potrebbe spaventare le imprese che nei prossimi mesi dovranno partecipare agli appalti per i lavori dell’alta velocità». Un gruppo, tra l’altro, sarà assegnato già nei prossimi giorni per un paio di milioni di euro. E molti altri nei prossimi mesi.

E preoccupazione in vista della serata è arrivata anche dal parlamentare del Pd, Stefano Esposito, che proprio ieri ha diffuso un volantino (pubblicato su Indymedia Lombardia) firmato «individualità anarchiche associatesi per l’occasione», nel quale si additano il Partito democratico e lo stesso Esposito «tra i maggiori responsabili della presenza dell’esercito in Val Susa, l’istigatore compiaciuto delle torture avvenute il 3 luglio 2011 nei confronti dei manifestanti arrestati nel corso dell’assalto al non-cantiere, il responsabile morale della criminalizzazione degli anarchici trentini e, in particolare, dell’arresto del nostro compagno Massimo, da lui spesso indicato come un capo della rivolta valsusina». Il volantino contiene poi l’invito a generalizzare «la rivolta in ogni territorio». «Un messaggio gravissimo ed eversivo — commenta il parlamentare — al di là delle minacce a me, ma soprattutto per il messaggio politico che gli anarchici intendono lanciare. Un’autentica “chiamata alle armi” e un invito alla rivolta contro lo Stato».