ORA I NO TAV NON RISPETTANO NEPPURE LA MESSA E SVENTOLANO LE LORO BANDIERE ANCHE IN CHIESA

Non è certo compito di un laico occuparsi e commentare fatti e vicende che interessano la Chiesa e la comunità dei fedeli, ma mi permetto di segnalare un episodio (www.notav.eu/article6263.html) avvenuto domenica alla Cattedrale di Susa e che forse merita una qualche riflessione. In occasione della messa, infatti, un gruppo di persone si sono avvolte nelle bandiere No Tav e hanno tentato di portare all’altare un cestino contenente alcuni lacrimogeni e di leggere una ‘preghiera-documento’ con attacchi alla polizia e alla Chiesa.

Ora, la messa è un momento fondamentale per la comunità dei credenti e mi sorprende che in quella circostanza si sventolino bandiere, in cerca forse di benedizioni per una causa o forse solo di un po’ di visibilità. Neppure la Democrazia Cristiana negli anni Cinquanta è entrata in chiesa sventolando i propri vessilli. E ancora di più sorprende che si utilizzi l’offertorio per portare all’altare bossoli di lacrimogeni o la preghiera dei fedeli per leggere proclami No Tav. Gesti che non possono essere certo etichettati come ‘di pace’, anche se a compierli sono gruppi sedicenti pacifisti e nonviolenti, ma che finora non hanno mai pubblicamente condannato le gravi violenze commesse dalle frange antagoniste in Valle di Susa.

Sorge il dubbio che dietro questo gesto ci sia l’intenzione di contestare i vertici della chiesa locale, impegnati in una riorganizzazione delle parrocchie forse non gradita ad alcuni ambienti. O di colpire chi come il Vescovo di Susa Mons. Badini Confalonieri, non ha mai voluto ‘benedire’ il movimento No Tav, svolgendo appieno il compito che spetta a un Pastore in una situazione ambientale molto complessa e difficile.

Al Vescovo e al parroco va il mio rispetto per come hanno gestito il tentativo di strumentalizzare perfino una celebrazione eucaristica. Evidentemente i No Tav come novelli Templari combattono la loro Crociata contro tutti e tutto, avendo perfino perso il rispetto per le cose sacre.