La battaglia per le elezioni «Torniamo alle preferenze»

Andrea Gatta – CronacaQui

Divide i partiti al proprio interno, mette i “tutelati dall’alto” contro i “campioni delle preferenze”, fa discutere anche se spesso resta sottotraccia. Però il dibattito sulla legge elettorale con cui gli italiani saranno chiamati a votare il nuovo Parlamento va avanti da mesi, non solo a Roma. Nel mirino c’è il Porcellum, il sistema che dal 2006 e nelle ultime due elezioni ha consentito ai partiti di mandare a Camera e Senato solo candidati decisi dalle segreterie, con liste bloccate e senza possibilità di scelta alle urne.Un sistema che, a parole, viene aborrito dai politici di ogni schieramento in modo più o meno palese (e le dichiarazioni raccolte in questa occasione lo dimostrano), ma che alla resa dei conti è difficile modificare. Il meccanismo è impopolare ma fa comodo, perché permette ai vertici dei partiti di nominare direttamente deputati e senatori. Per questo le trattative fra i leader romani per trovare l’alchimia che consenta di mettere d’accordo tutti, da destra a sinistra, si trascinano da mesi tra strappi e marce indietro. E il rischio, secondo quanto si spiffera dalla Capitale, è che il cambiamento finisca per impastrocchiare ulteriormente la situazione: fra le ipotesi più gettonate, al momento, c’è quella di lasciare le liste bloccate per metà o per un terzo, affidando la quota restante a un meccanismo di collegi basati sul sistema usato nelle Province, dove a essere eletti sono i candidati più votati in proporzione al territorio.Dal basso, nel Pd e nel Pdl, salgono inquietudini e preoccupazioni. Fra i democratici una posizione particolarmente netta è quella del deputato Stefano Esposito. «Le mie convinzioni sono note – sottolinea -. Se è vera l’affermazione che il Porcellum è la peggior legge possibile, come si dice comunemente, allora l’unica soluzione è quella di reinserire le preferenze. In passato ho anche presentato un progetto di legge per avere la doppia scelta, in modo che ogni elettore possa indicare un uomo e una donna. Purtroppo invece, da mesi, stiamo assistendo a uno spettacolo indegno, dove l’unica concordia fra i partiti è proprio quella contro le preferenze».Il vice-coordinatore regionale Pdl Agostino Ghiglia ha lanciato una raccolta di adesioni sul proprio sito e su Facebook per sollecitare la partecipazione popolare. «Le preferenze sono l’unica via al 100% democratica per restituire il diritto di scelta ai cittadini e la dovuta credibilità alla politica – commenta Ghiglia -. Sono il modo migliore per combattere l’anti-politica, per avere referenti in carne ed ossa e non persone nascoste dietro ai simboli». L’ideale, secondo il deputato Pdl, sarebbe avere un sistema di piccoli collegi a contatto con gli elettori. «È ora che chi non ha mai preso voti e interpreta la politica come un impiego e non un servizio ai cittadini, si metta in gioco. Oppure faccia altro, se non se la sente». Sulla vicenda, nei giorni passati, sono intervenuti anche altri esponenti di partito, come i coordinatori cittadini Silvio Magliano e Maurizio Marrone: «La preferenza è l’unica opportunità di libertà, sovranità, democrazia e responsabilità con la quale i cittadini possono decidere chi andrà a rappresentarli».Opinioni isolate? Facendo il giro dei partiti si incontrano quasi esclusivamente voci favorevoli. Elena Maccanti, vice-segretaria nazionale della Lega, spiega: «Siamo per la reintroduzione delle preferenze, all’interno di una riforma complessiva che preveda il premio di governabilità e vincoli la formazione di alleanze prima delle elezioni, che riduca il numero dei parlamentari e istituisca il Senato federale». Il segretario regionale Udc Marco Balagna ricorda che «noi siamo assolutamente per preferenze e lo diciamo da sempre. Sono fondamentali per sconfiggere populismo e anti-politica. Qualcuno, invece, a parole dice di volerle ma alla fine preferisce nominare gli eletti». Il capogruppo Idv in Regione, Andrea Buquicchio, precisa: «Le preferenze, soprattutto su collegi ampi, nascondono pericoli come quello dell’inserimento della criminalità organizzata in campagna elettorale. Però – aggiunge – in questo momento bisogna dare un segnale ai cittadini, riavvicinarli alla politica. Sarebbe importante reintrodurle». E anche Sel, con la consigliera regionale Monica Cerutti, ammonisce: «Si rischiano meccanismi poco piacevoli, come il prevalere di candidati in grado di spendere risorse elevate». Tuttavia, «il Porcellum va assolutamente cambiato. Noi saremmo per un ritorno al vecchio sistema, il Mattarellum», che prevede l’elezione mista con collegi uninominali e sistema proporzionale, ma senza liste bloccate.