ORA PERINO SUGGERISCE I BERSAGLI DA COLPIRE. COSA SI ASPETTA A PORRE FINE A QUESTA STRATEGIA DELLA TENSIONE?

Quest’oggi l’“eccentrico montanaro” valsusino Alberto Perino ai microfoni di radio Blackout non si è limitato a ribadire le sue solite farneticazioni sullo Stato e la Tav, ma, dopo aver annunciato che presto ripartiranno le azioni contro il cantiere (confermando ancora una volta come il movimento controlla perfettamente le proprie truppe, sia quando sfilano pacificamente sia quando tirano pietre), ha fatto nome e cognome dell’ingegnere responsabile del cantiere, accusandolo di essere il responsabile della devastazione della valle, indicando a più riprese il suo numero di telefono cellulare e invitando tutti coloro che erano in ascolto a telefonargli.
Il Bovè della Valle di Susa non solo ha perso ogni contatto con la realtà, ma ora svolge il ruolo di suggeritore di ‘bersagli’. So bene come i metodi mafiosi adoperati dai vari capi del movimento No Tav lascino indifferenti gli intellettuali subalpini, ma sarebbe bene preoccuparsi sui possibili esiti a cui tali strategie potrebbero portare. Perché è evidente che i No Tav stanno alzando sempre più il livello della tensione, cercano lo scontro e arrivano perfino a indicare precisi ‘bersagli’.
Che cosa deve ancora succedere perché sia chiara a tutti la necessità di intervenire per porre fine a questi deliri collettivi?