Fnac, sit in nella movida per evitare la chiusura

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

Appuntamento stasera alle nove in piazza Vittorio per salvare Fnac. I centoventi dipendenti dei due punti vendita della multinazionale francese hanno organizzato, nel bel mezzo della movida del venerdì sera, un sit in di protesta contro l´azienda che a gennaio ha annunciato di essere in crisi e a caccia di un compratore gettando un´ombra funesta sul futuro dei suoi megastore italiani. Da allora non ha più dato comunicazioni ufficiali. «Non sappiamo niente – spiegano i dipendenti – e l´azienda deve darci delle risposte». La scadenza è infatti il 31 dicembre, termine entro il quale il gruppo Ppr, che oltre a Fnac possiede anche brand di lusso come Bottega Veneta e Gucci, deve decidere se chiudere i punti vendita in Italia o venderli. Ammesso che qualcuno li compri e la congiuntura economica generale, e del settore, certo non aiuta. Ecco perché da qualche mese i 120 dipendenti dei negozi di via Roma a Torino e di Le Gru a Grugliasco sono in agitazione, insieme agli altri colleghi italiani. E anche all´estero le cose non vanno meglio: in Francia i lavoratori a marzo addirittura hanno sequestrato per sette ore il responsabile delle librerie della capitale.

E dopo le proteste di Milano, Firenze e Roma, in occasione delle Vogue Fashion´s Night Out, stasera la mobilitazione arriva a Torino. Hanno invitato istituzioni, personaggi dello spettacolo, dalla Litizzetto ai Subsonica, e contano soprattutto sulla partecipazione del clienti. Quella galassia di appassionati di musica, libri e tecnologia che negli anni ha fatto dei negozi Fnac uno dei punti di riferimento della vita culturale della città.

Prima del sit in i lavoratori incontreranno il vice sindaco Tom Dealessandri per chiedere, come spiega il segretario della Uiltuc Piemonte, Cosimo Lavolta «il massimo impegno per proteggere questi lavoratori e le loro famiglie». I sindacati aspettano la convocazione di un tavolo nazionale e ieri anche i parlamentari del Pd Stefano Esposito e Antonio Boccuzzi hanno sollecitato l´azienda a fare chiarezza. «Siamo di fronte a una nuova potenziale grave situazione – dicono – in città già duramente colpite dalla crisi».

Fnac per ora non risponde e si limita ad annunciare che entro i prossimi 15 giorni incontrerà i vertici istituzionali delle città in cui hanno sede i punti vendita, compreso l´assessore regionale al lavoro Claudia Porchietto, che già a giugno aveva già incontrato i vertici aziendali per avere certezze sul futuro degli addetti piemontesi.