IN VAL DI SUSA IL MOVIMENTO NO TAV COLPISCE E INTIMIDISCE I LAVORATORI

Dopo i mesi estivi passati ad attaccare il cantiere usando come base il campeggio abusivo, ora quel che resta del movimento no tav ha messo in campo una nuova strategia: intimidire e minacciare i lavoratori del cantiere di Chiomonte. Infatti da qualche giorno all’imbocco di strada dell’Avanà è stata allestita una baracca abusiva, loro la chiamano presidio, dove stazionano una decina di persone, che impediscono e minacciano gli operai e i tecnici che tutte le mattine transitano su quella strada per andare a lavorare. L’ultimo episodio risale a un paio di giorni fa, quando un ingegnere che stava transitando con la sua auto è stato insultato e minacciato da 4 signori che si coprivano il viso con i fazzoletti no tav.

La Polizia, che continua a svolgere in modo serio ed equilibrato il proprio lavoro ha consigliato alle maestranze di evitare la strada dell’Avanà per recarsi al cantiere.

Questa indicazione produce un effetto, che a mio modesto parere, è incredibile. I dipendenti delle imprese, che hanno l’unica “colpa” di andare a lavorare, devono fare 70KM al giorno in più per potersi recare al cantiere, stiamo parlando di cittadini italiani che devono sobbarcarsi costi aggiuntivi e disagi evidenti per poter svolgere la loro attività. Inoltre il blocco della strada, produce l’impossibilità di poter andare a mangiare nel ristorante convenzionato, che trovandosi a Chiomonte risulta irragiungibile se non facendo altri 35KM!!

Questo succede in Val di Susa, in Provincia di Torino, in Italia.

Qualche esaltato no tav, comincio a nutrire seri dubbi sulla loro apparteneza al movimento, ritiene di poter impedire il libero transito delle persone, usando minaccie e intimidazioni. L’Europa ha abbuttuto le barriere, ma a Chiomonte queste regole non valgono.

Lo Stato italiano può accettare questa situazione? Non credo. Come ho detto la Polizia cerca di evitare tensioni, ma questo non può essere una violazione dei diritti di chi lavora e un lasciapassare per iniziative di pochi esaltati delinquenti.

Un mese fa chiesi al Ministro Cancellieri di dare un segnale forte; visitare il cantiere tav di Chiomonte, per dare un segnale forte e concreto alle forze dell’ordine e alle maestranze che stanno difendendo il diritto dello Stato a realizzare una grande infrastruttura che aiuta e modernizza il nostro Paese. Il Ministro aveva garantito che sarebbe andata, non dubito che intenda mantenere l’impegno preso, per questo le chiedo di farlo in fretta. Non è più tollerabile che un pezzo di territorio italiano venga lasciato in balia di pochi disperati, che usano l’illegalità e la violenza come unico strumento. Non si chieda alla Forze di Polizia di svolgere un ruolo che spetta alle Istituzioni.

Mi auguro che questa denuncia non venga sottovalutata, continuare a girare la testa altrove serve solo a trasmettere un segnale di impunità che non è tollerabile in un paese democratico.

Oggi oltre ad una interrogazione urgente al Ministro degli Interni interverrò alla Camera per denunciare questo ennesimo episodio antidemocratico.