Tav, il governo mette i soldi In tre anni 790 milioni

Maurizio Tropeano – LaStampa
Si tratta di un segnale importante soprattutto nei confronti della Francia e dell’Unione Europea. È la prova della determinazione dell’Italia nella realizzazione della Torino-Lione e mette il nostro governo, insieme a quello francese, di chiedere a Bruxelles di stanziare il 40% dei fondi necessari a realizzare la tratta internazionale». Mario Virano, capo della delegazione italiana nella conferenza intergovernativa, commenta così la decisione del governo Monti di stanziare 790 milioni in tre anni per il finanziamento di studi, progetti, attività e lavori preliminari, lavori definitivi della nuova linea ferroviaria.
La determinazione del governo sul fronte Sì Tav arriva anche dal via libera della presidenza del Consiglio dei Ministri alla costituzione di parte civile dei ministeri dell’Interno, della Difesa e dell’Economia nel processo nel processo per gli scontri tra le forze dell’ordine e i manifestanti No Tav dell’estate 2011 al cantiere di Chiomonte. La notizia è stata diffusa dal parlamentare del Pd, Stefano Esposito, che lo scorso luglio con una lettera al ministro dell’Interno, Anna Maria Cancellieri, l’aveva a compiere questo passo. Esposito parla di un segnale positivo da parte del governo e invita il ministro a visitare il cantiere così come «annunciato nelle scorse settimane».
Lo stanziamento dei fondi per la Torino-Lione è contenuto nella bozza del disegno di Legge Stabilità in via di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri. L’impegno di spesa copre il triennio 2013-2015 e prevede la messa a disposizione di 160 milioni nel 2013, di cento nel 2014 e di 530 nel 2015. Secondo Virano si tratta di una disponibilità di intervento economico significativa che permette all’Italia di «presentarsi con le carte in regola al prossimo vertice bilaterale». L’appuntamento è stato fissato per il 3 dicembre a Lione e la Francia sarà rappresentata dal suo presidente della Repubblica, Francois Hollande.
Quel giorno nel capoluogo della Rhone Alpes ci potrebbero essere anche i No Tav. In questi giorni una delegazione del presidio di Rivalta è stata invitata ad intervenire ad una serie di serate informative organizzate dagli oppositori francesi al supertreno. E alcuni dei leader del movimento valsusino hanno annunciato la volontà di manifestare il dissenso in occasione del vertice bilaterale. Ma il, fronte della protesta si sta allargando e sabato prossimo arriverà fino a Ravenna, sede della Cooperativa muratori e cementisti che sta realizzando i lavori del cunicolo esplorativo a Chiomonte. Alcuni comitati locali, raccolti sotto la sigla No Cmc, hanno organizzato un corteo che partirà dalla stazione per protestare contro la cooperativa accusata di essere «devastatore della terra». E va avanti anche l’opposizione per via legale. Nei giorni scorsi i consiglieri regionali di Cinquestelle, amministratori locali di Condove e Pro Natura hanno presentato un esposto alle procure della repubblica di Roma e Torino per chiedere di verificare la presenza di condizioni di irregolarità del cantiere di Chiomonte che dovrebbero portare al blocco dei lavori.