No Tav, blitz in casa del sindaco “nemico”

Massimo Numa – LaStampa

Sono entrati prima nel giardino condominiale, poi nel box sotterraneo. L’auto del sindaco Antonio Ferrentino, esponente del Pd, era parcheggiata davanti alla rastrelliera delle bici. Con tutti e quattro i pneumatici forati (probabilmente) con un punteruolo. Sul cofano e sul tetto, una ventina di volantini legati al convegno di Almese in programma lunedì prossimo e dedicato allo sviluppo della Valsusa, fortemente contestato dal movimento No Tav, tanto che il portavoce del movimento, Alberto Perino, in un’intervista in diretta a Radio Black Out, aveva preannunciato la probabile presenza di attivisti, «come era avvenuto – ha precisato – alcuni anni fa in una circostanza simile».

Gli attentatori avevano le chiavi sia del cancello che della saracinesca dei box. Non ci sono segni di effrazione; ieri mattina la Scientifica dei carabinieri ha rilevato le impronte lasciate sulle serrature e nei pneumatici, ora posti sotto sequestro. È intervenuta anche una pattuglia della Digos.

La quinta volta Spiega il sindaco di Sant’A’ntonino: «Venerdì sera sono tornato a casa molto tardi, ho parcheggiato l’auto come al solito e solo stamane mi sono accorto del danneggiamento, il quinto nel volgere di pochi anni. Sono molto preoccupato perchè, questa volta, sono entrati direttamente in casa». Si tratta di una palazzina dove abitano nove nuclei familiari. Ci sono in circolazione decine di chiavi e di copie e ora le indagini tenteranno di identificare il possibile «basista», di un episodio che gli inquirenti definiscono «grave e inquietante». Ferrentino: «I volantini dovrebbero essere gli stessi che avevo lasciato giorni fa in un comune. Mancavano ancora gli originali e avevo lasciato una sessantina di fotocopie sulle sedie, mi sembrano siano proprio quelle abbandonate, come una rivendicazione, sull’auto».

Le reazioni Solidarietà bipartisan da tutto il mondo politico. «Metodi mafiosi contro Ferrentino. Il 22 tutti al convegno in Valsusa». E’ la sintesi del pensiero di Antonio Saitta, presidente della Provincia. Idem Antonio Boccuzzi, l’operaio della Thyssen ora parlamentare Pd: «Violenza di stampo mafioso per intimidire le persone», dice. Tesi condivisa dall’on. Stefano Esposito («intollerabile clima di intimidazione», seguito dal segretari regionale e provinciale Gianfranco Morgando e Paola Bragantini. Solidarietà anche da Stefano Fassina, responsabile nazionale Pd, dall’on. Pdl Agostino Ghiglia e dalla Lega Nord. Infine il coordinatore regionale di Sel, Fabio Lavagno: «Quando il dissenso sulle posizioni entra nel privato e assume caratteristiche intimidatorie, va condannato con forza. Esce da qualsiasi connotazione politica e attesta solo un livello di inciviltà e barbarie che va rifiutato».

Ieri mattina, proprio a Sant’Antonino, c’è stato un vertice con gli amministratori locali, l’architetto Paolo Foietta, dirigente della Provincia e Saitta, proprio in preparazione del convegno in programma all’hotel Ninfa di Avigliana. Tema: «Val Susa, ora lo sviluppo».