MA È POSSIBILE CHE A CAUSA DEI NO TAV TUTTO SI DEBBA TRASFORMARE IN UNA QUESTIONE DI ORDINE PUBBLICO?

Evidentemente a Torino come in Valle di Susa non è più possibile organizzare un dibattito pubblico su determinati argomenti senza che un manipolo di fanatici No Tav trasformino il tutto in una questione di ordine pubblico, costringendo le forze dell’ordine agli straordinari. Ancora una volta dobbiamo ringraziare gli agenti per il lavoro svolto e ci scusiamo con i pendolari e i valligiani che hanno dovuto subire disagi a causa di una minoranza che tiene in ostaggio la Valle.
Il convegno di oggi ha dimostrato ancora una volta che in Valle di Susa è a rischio l’agibilità politica e la democrazia stessa, poiché non è possibile organizzare un dibattito, non sulla Tav, ma sullo sviluppo di questo territorio, senza subire assedi e insulti che vanno ben al di là di una normale contestazione. Da parte nostra non ci facciamo certo intimorire da chi pensa che la Valle di Susa sia ‘cosa loro’ , ergendosi a decisori di chi deve parlare e chi deve tacere, chi è ammesso a transitare e chi no. La migliore risposta alle intimidazioni, alle minacce e alle violenze è il confronto: lo abbiamo fatto oggi, continueremo a farlo in futuro.