Tav, Renzi tiepido. L’ira dei bersaniani

Maurizio Tropeano – LaStampa

La Torino-Lione entra di prepotenza nella campagna elettorale per le primarie del centrosinistra a Torino. Un’intervista di Matteo Renzi a Panorama scatena le ire del fronte Si Tav del Pd, praticamente tutti i bersaniani. Il motivo? Il sindaco di Firenze non parla mai di opera strategica e nemmeno la indica come priorità. Al massimo la subisce. Al giornalista che gli chiede se è contrario al progetto infatti risponde così: «Io sono dalla parte dei militari che vengono presi a sassate e guadagnano 1.300 euro al mese». E aggiunge: «Detto questo, se non si può tornare indietro, si faccia.

Potessimo ripartire da zero, metterei quei soldi sull’edilizia scolastica».

La spaccatura Musica per le orecchie di Sandro Plano, presidente Pd della Comunità Montana ValsusaValsangone, la punta di diamante del fronte istituzionale contro il supertreno. Dichiarazioni che invece non fanno che aumentare i timori di chi, come il presidente della Provincia, Antonio Saitta, aveva per primo lanciato l’allarme per le «dubbie amnesie» del sindaco di Firenze. Che cosa non è piaciuto a Saitta? «Mi sarei aspettato che Renzi nella sua assemblea dedicasse un passaggio del suo intervento da candidato premier a dire cosa pensa dell’alta velocità ferroviaria, dell’unica grande opera rimasta nei piani dell’Europa per il nostro Paese. Monti e Passera si sono espressi a favore della Tav, Bersani si è espresso più volte a favore, Renzi non vorrà per caso rottamare anche la Tav?».

Plano non lo sa ma spiega di aver «notato con piacere che Renzi non ne abbia parlato. Devo dire che non mi è parso un entusiasta del Tav e la realizzazione dell’opera non mi sembra tra le sue priorità. Ha un atteggiamento interlocutorio e problematico, di un politico che si rende conto delle difficoltà economiche e della necessità per uscire dalla crisi di puntare su misure economiche come il taglio del cuneo fiscale piuttosto che sulle infrastrutture».

L’attacco Va giù duro Stefano Esposito, parlamentare del Pd: «La tua intervista tradisce mancanza di coraggio e l’ambiguità che appartiene a coloro che sperano di lucrare qualche consenso dai movimenti, dimenticandosi di guardare agli interessi generali dell’Italia». Poi l’affondo: «Spiace ascoltare da te parole ambigue, giusto difendere le forze dell’ordine, ma bisogna condannare con fermezza i violenti e ti do un consiglio; chiedi ad un tuo sostenitore come Chiamparino di raccontarti cosa significa la Tav per l’Italia che vorresti governare, così magari la prossima volta eviti di sembrare uno dei tanti politici che alla ricerca del facile consenso, danno un colpo al cerchio e uno alla botte».