Scontro sugli appalti Sitaf «Dati ai privati senza gare»

Andrea Gatta – TorinoCronaca
È finito sul tavolo del ministro Corrado Passera e su quello dell’autorità di vigilanza sui contratti pubblici il quesito che due esponenti del Pd, il parlamentare Stefano Esposito e il consigliere provinciale Antonio Ferrentino, hanno posto sull’attività di Sitaf, la società pubblico-privata che gestisce l’autostrada Torino-Bardonecchia e il traforo del Frejus. Secondo i due politici, l’ente non rispetterebbe le norme vigenti sugli appalti affidando sistematicamente i lavori di manutenzione ordinaria senza gara. «Sitaf è una società a maggioranza pubblica – attacca Esposito -. Questo vuol dire che deve rispettare la norma che impone di assegnare almeno il 40 per cento degli appalti attraverso una gara (quota che salirà al 60 grazie all’entrata in vigore della nuova legge nazionale)». Oggi invece, sostengono sempre i due, il 100 per cento dei lavori per un valore annuo di 50-60 milioni di euro verrebbe affidato alle partecipate di Sitaf – in modo particolare Sitalfa, Musinet, Tecnositaf, Ok-Gol – e da queste dato direttamente in subappalto ai privati. Un tema che è stato sollevato anche dalla Provincia nel corso dell’ultimo cda societario. Il rappresentante di Palazzo Cisterna ha chiesto un approfondimento giuridico venendo però messo in minoranza.
Ma le accuse, che per altro aprono un fronte politico nel Pd, dato che nei board di alcune di queste partecipate siedono esponenti democratici o molto vicini al partito, non finiscono qui. Prosegue Ferrentino: «Ci risulta che tutti i lavori di manutenzione di questi ultimi mesi sono stati assegnati a ditte in capo agli stessi soggetti privati di Sitaf». E qui occorre ricordare la compagine azionaria della società, che ha il 51% in mano al pubblico (Anas 31,7%, Comune 10,7%, Provincia 8,7%) e il resto ai privati, guidati dall’Holding Piemonte e Valle d’Aosta, che fa parte del gruppo Gavio, al 36,5%, e da Mattioda Autostrade al 5,4%. Poi arriva l’offensiva più pesante. «Ho chiesto a Sitaf di avere più attenzione per la Valsusa – sostiene ancora Ferrentino -. La risposta è stata: “Facci avere l’elenco delle ditte che devono lavorare”. Ho detto no, a me interessa che ci sia attenzione per le aziende della Valle, non altro». «È necessario – aggiunge infine Esposito – che Sitaf capisca che è finito il tempo della trattativa con la politica o con una parte della politica per definire chi deve lavorare e chi no».
Parole che suonano come macigni e che provocano la dura reazione di Sitaf. L’amministratore delegato, Gianni Luciani, chiede direttamente a Ferrentino «di fare subito i nomi di chi è stato a rispondergli in quella maniera. Io, in qualità di amministratore delegato, non ho mai chiesto nomi di aziende a Ferrentino. Si prenda la responsabilità di quel che dice». Sul merito, invece, spiega che «abbiamo lettere dell’Anas che ci dicono che bisogna rispettare il rapporto di 60 a 40, ma con un conto complessivo entro il 2050, anno di scadenza della concessione. Noi facciamo un piano quinquennale, da monitorare ed eventualmente da riequilibrare. In questo modo rispettiamo la legge e la convenzione. Mi meraviglio di queste strumentalizzazioni».