Cancellati gli incentivi per i lavoratori in mobilità

Maurizio Tropeano – LaStampa

A Orbassano un consulente del lavoro voleva assumere 30 persone e quando ha scoperto che non c’erano gli sgravi si è fermato; una ragazza che doveva essere assunta è svenuta. A Ivrea due operai quando hanno scoperto che non c’erano gli sgravi per l’azienda volevano menare la responsabile del centro per l’impiego «e in tutti i nostri centri ci sono state vivaci proteste», spiega Carlo Chiama, assessore provinciale al Lavoro. In tutto il Piemonte i lavoratori attualmente iscritti alla mobilità ex lege 236/93 sono 28mila 600. Di questi 9.650 stanno attualmente lavorando con un contratto a termine. Secondo il parlamentare del Pd, Stefano Esposito invece i soggetti a rischio sarebbero molti di più: almeno 30 mila a Torino e circa 42 mila in tutto il Piemonte.

Che cosa è successo? La Regione, con una circolare dell’8 gennaio ha informato i dirigenti dei Settori Lavoro e i Centri per l’impiego che non è più possibile iscrivere nella lista di mobilità i lavoratori licenziati in forma individuale. E si spiega che la decisione è la conseguenza del fatto che la Legge di Stabilità 2013 non ha previsto la proroga della norma legata alla legge 236/93 e nemmeno lo stanziamento necessario a finanziare gli incentivi per l’assunzione dei lavoratori iscritti nelle liste di mobilità.

Nella stessa circolare, però, la Regione spiega anche che non si possa escludere nel prossimo futuro «un eventuale modifica degli orientamenti in materia conseguenti alle elezioni politiche» e non si esclude che la proroga della facoltà di iscrizione «possa essere reintrodotta con il relativo rifinanziamento degli incentivi previsti così come avvenne nel 2002». Da qui l’indicazione di accogliere e registrare tutte le domande presentate per l’iscrizione alle liste di mobilità anche se questo, al momento, non dà più diritto agli sgravi fiscali.

«Il problema dell’occupazione nelle imprese permane fortissimo ed è evidente che è importante la riconferma degli incentivi alle aziende che assumono lavoratori in mobilità», spiega Massimo Guerrini, vicepresidente vicario dell’Api, l’associazione delle piccole imprese. Da qui la richiesta alle istituzione e al mondo politico di mobilitarsi «compatibilmente con la situazione finanziaria affinché queste risorse vengano reperite».

Claudia Porchietto, assessore regionale al Lavoro, spiega: «Il Piemonte si è fatto parte attiva anche nel raccordo con le altre regioni per iscrivere, già al prossimo Coordinamento Tecnico Nazionale, la questione che va evidentemente affrontata a livello nazionale e in modo univoco». Esposito si dice sicuro che «uno dei primi provvedimenti che il nuovo Governo di centrosinistra adotterà sarà il rifinanziamento del capitolo relativo agli incentivi per i lavoratori in mobilità». Commenta Porchietto: «Sono sicura che il Pd appoggerà la proposta che noi avanzeremo proprio in sede di Nona Commissione per chiedere al Governo Monti di reintrodurre gli sgravi contributivi legati all’assunzione dei lavoratori tutt’ora in lista di mobilità giuridica».