Lo scalo di Orbassano per le Ferrovie è di serie B

Maurizio Tropeano – LaStampa

Il piano di rilancio della divisione Cargo del gruppo Fs prevede di fatto il declassamento dello scalo merci di Orbassano che da Centro operativo territoriale si trasforma in semplice presidio perdendo le funzioni di coordinamento e di gestione del sistema delle linee merci e assumendo una funzione di semplice supporto, soprattutto nel campo della formazione, ai centri territoriali operativi di Genova e Milano.

Le conseguenze Personale in esubero – 140 dipendenti – e il rischio di un ulteriore diminuzione del traffico merci che ha registrato un picco negativo l’anno scorso quando sono stati cancellati 4466 treni programmati. L’allarme arriva da Carmine Esposito, segretario piemontese del sindacato Fast-Confsal. Le sue preoccupazioni nascono dopo la presentazione da parte delle Ferrovie del piano di riorganizzazione aziendale il 7 gennaio a Roma. Un piano che tutte le organizzazioni sindacali hanno respinto al mittente ma che ha lasciato il segno perché lo scalo di Orbassano viene dimensionato a favore di Milano e Genova.

«La nostra preoccupazione nasce dal fatto che il piano prevede l’unificazione delle due officine di manutenzione ma, soprattutto la perdita del ruolo di programmazione e gestione dei macchinisti, del personale tecnico e del controllo delle merci: formazione dei convogli e dei mezzi di trazione». Tutto spostato verso Milano e Genova che restano due dei cinque impianti operativi cargo in Italia. Ancora il sindacalista: «Purtroppo nel corso del 2012 abbiamo registrato un picco negativo del traffico merci sull’impianto di Torino: su 32290 treni programmati ne sono stati realizzati meno di 28 mila mentre nel 2011 e nel 2010 il delta negativo era di poche centinaia di treni». Aggiunge Carmine Esposito: «Il piano di riorganizzazione sembra privilegiare l’asse Nord-Sud quello che da Genova via Milano arriva fino a Rotterdam piuttosto che quello est-ovest».

La valorizzazione Per intenderci, il tragitto della nuova linea ad alta capacità Torino-Lione. L’Osservatorio guidato da Mario Virano ha previsto la valorizzazione dello scalo di Orbassano con un investimento di 500 milioni con l’obiettivo dichiarato di trasformare l’area di Orbassano nel polo più importante del Nord-Ovest. Resta da capire se questo progetto di valorizzazione del territorio tanto caro a Virano rimane valido a fronte del calo del traffico merci e di un progetto di riorganizzazione presentato dal gruppo Fs. Un altro Esposito, Stefano, parlamentare del Pd e uno degli ultrà del fronte Si Tav ha deciso di mettere nero su bianco questi dubbi: «A questo punto mi chiedo come il progetto Tav su Orbassano possa conciliarsi con il declassamento e la significativa riduzione di personale attualmente in discussione. Non vorrei che mentre enti locali e Osservatorio lavorano ad un obiettivo Rfi operasse in una direzione opposta».

Nella lettera che l’onorevole ha inviato al ministro Passera, a Virano e ai vertici di regione, provincia e comune di Torino Esposito sottolinea come «il declassamento di Torino e lo spostamento dell’asse verso Milano, sarebbe funzionale alla ulteriore valorizzazione degli scali di Novara e di Domodossola». Un progetto che negli anni passati le Ferrovie hanno accarezzato anche con il supporto di sponde politiche nel centrodestra. Da qui la richiesta di intervento: «Non devo certo spiegarvi quali sarebbero le conseguenze di una scelta diversa da quella che è stata faticosamente concordata».