Il voto in Piemonte per sfrattare Cota

Andrea Gatta – TorinoCronaca
«Il significato di questo voto è anche mandare un segnale di sfratto a Cota.
Io sono candidato al Senato, quindi il collegio è regionale: scegliere il centrodestra sarebbe come riconoscergli di aver lavorato bene. In caso contrario però sarà una chiara bocciatura per lui e per la sua Giunta».
Stefano Esposito, deputato uscente e candidato Pd per Palazzo Madama, non le manda mai a dire, anche quando le domande sono da classico copione pre-elettorale.
Esposito, secondo lei quali sono le priorità del Paese in questo momento?
«Lavoro, lavoro e ancora lavoro. Se riusciamo a creare nuovi posti facciamo girare l’economia, creiamo sviluppo e possiamo ridurre le tasse».
Di quali provvedimenti ha bisogno ora il Piemonte?
«Di un piano industriale per l’auto, per l’aeronautica e per trasporti e logistica. Questa è la prima necessità. E quando parlo di auto non penso a Fiat ma a tutto l’indotto, sui trasporti ricordo che siamo la regione con più aziende del settore. Per dare lavoro si passa dalle attività manifatturiere: non si può puntare solo sui centri commerciali e sul terziario».
E perché uno dovrebbe scegliere Pd e centrosinistra?
«Dopo il disastro del berlusconismo c’è bisogno di una forza politica che racconti la verità senza promesse irrealizzabili, con la consapevolezza delle difficoltà. Basta con le favole».
Che responsabilità ha il centrodestra sulla crisi?
«Ha semplicemente negato che ci fosse, continuando a dire che bisognava lasciare spazio al mercato. Ma le conseguenze dell’’operato del centrodestra si vedono anche in Piemonte, a cominciare dal debito sanitario monstre. Per questo dico che il voto è anche un giudizio sull’operato di Cota».