La battaglia preliminare è quella della legalità

Vera Schiavazzi – Repubblica
STEFANO Esposito, deputato uscente e candidato numero 11 del Pd al Senato è il politico piemontese che più si è impegnato a favore della Tav, un’opera che giudica indispensabile.
Qual è il suo giudizio su ciò che i Sì Tav hanno ottenuto in questi anni?
«Molto positivo. Abbiamo iniziato la legislatura con un’opera che era semplicemente annunciata, ma non poggiava su basi concrete e ne siamo usciti con un cantiere aperto, una mozione approvata all’unanimità dal Parlamento che definisce la Torino-Lione “strategica”. E ciò che più conta con un finanziamento di 2,3 miliardi di euro inserito nella finanziaria che garantisce i fondi necessari di qui al 2023, sfatando così anche le leggende secondo le quali i lavori sarebbero costati sei o addirittura otto miliardi».
Qualcuno dice che la sua battaglia pro Tav è troppo personale, e che certi toni accesi hanno esasperato il clima. Come risponde?
«Rispondo che questa battaglia è scomoda e non piace a una certa sinistra, e che la combatto da dodici anni, ben prima di avere ruoli istituzionali. Se poi, avendo ricevuto minacce e proiettili a casa è diventata a tratti anche una questione personale, mi auguro che questa sinistra voglia comprendermi e perdonarmi… Forse se i Sì Tav fossero stati più numerosi questo rischio non si sarebbe corso ».
Lei è un sostenitore dell’opera, ma anche un deciso avversario del movimento No Tav. Se tornasse indietro, rifarebbe certe polemiche?
«Assolutamente sì. Si può essere favorevoli o contrari alla Torino-Lione, ma c’è una battaglia preliminare da combattere che è quella per la legalità. La legalità non è di destra, come molti sembrano pensare. Per me è un punto d’onore essermi sempre schierato a fianco delle forze dell’ordine e della Procura guidata da Giancarlo Caselli.
Con questo, vuole dire anche che le forze dell’ordine hanno sempre agito bene?
«Certo. Da tempo avvisavo chi voleva sentire che alcune frange del movimento no Tav stavano virando verso l’eversione, purtroppo i fatti che sono avvenuti e l’azione di repressione condotta da magistrati e agenti mi hanno dato ragione.
La Tav Torino-Lione è davvero così necessaria, nonostante la crisi economica?
«Lo è a maggior ragione. O vogliamo tornare all’agropastorizia, cosa che viene sostenuta quasi sempre da persone assai privilegiate, oppure perché non dovremmo volere una grande infrastruttura che porterà in Piemonte denaro pubblico e farà ripartire un settore pressoché paralizzato come l’edilizia? Non vedo altrettanti scrupoli ambientalisti dei no Tav contro il raddoppio del Frejus…».