Fassino puntava solo su Damiano

Andrea Rossi – LaStampa
«Non è possibile che Torino e il Piemonte abbiano una sola figura da mettere a disposizione del partito. Altrimenti il risultato è quello che abbiamo sotto gli occhi».

Senatore Esposito, fuori i nomi.

«Parlo di Cesare Damiano».

Cosa c’è che non va?

«Niente. È una persona di valore, competente. Però, a differenza di quel che pensa qualcuno, non è l’unica».

Chi lo pensa?

«I nomi li ho fatti apertamente, in direzione, davanti allo stesso Damiano: Dario Franceschini, Piero Fassino. Loro hanno dichiarato pubblicamente che Damiano doveva prendere tanti voti alle primarie per i parlamentari per poi fare il ministro se avessimo vinto le elezioni».

Ma non le avete vinte. E poi che cosa è successo?

«Quando la strada si è fatta difficile, e c’era la possibilità di uscire con una soluzione innovativa, come Chiamparino, è successo qualcosa. Renzi forse l’ha usato o non l’ha sostenuto fino in fondo. E da Torino e dal Piemonte qualcuno si è mosso».

Chi?

«Io non ho rapporti con Franceschini. Ma qualcuno, qui, ha pensato che fosse meglio lasciar perdere e concentrarsi su vice ministri e sottosegretari per puntare ancora su Damiano».

Questo scontro tra correnti non è letale?

«Non sono contro le correnti, però credo debbano avere regole certe. Altrimenti adesso fa comodo le considerarle il male assoluto, ma poi, quando serviranno per accaparrare posti, torneranno ottime».