CON UN BLITZ IL CIPE HA SOTTRATTO RISORSE COMPENSATIVE PER LA TORINO-LIONE DESTINANDOLE ALL’AUDITORIUM DI FIRENZE

Il Cipe, con delibera pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 16 aprile, ha rimodulato le risorse del Fondo per le infrastrutture ferroviarie e stradali relativo a opere di interesse strategico, stabilendo che i 10 milioni di euro previsti per le misure compensative della TAV tra il 2013 e il 2015, vengano ripartiti in due tranches: 2 milioni di euro sul 2013 e i restanti 8 milioni sul 2016!

Una decisione assunta nel più assoluto silenzio, senza informare il Governo, il Commissario Virano, gli enti locali interessati e neppure il Parlamento. Un blitz all’insegna della più bieca ignoranza burocratica che, di fatto, sottrae le già scarse risorse destinate ai territori interessati dalla realizzazione della Torino-Lione.

E quale è la ragione che sta alla base della rimodulazione? La necessità di destinare risorse al completamento del ‘Nuovo Auditorium – Teatro dell’opera’ di Firenze.

Senza nulla togliere all’importanza rivestita dall’Auditorium fiorentino, è evidente che siamo in presenza di una scelta priva di qualunque razionalità politica e che conferma, ancora una volta, il fatto che a Roma non tutti hanno compreso la rilevanza di un’infrastruttura come la Tav.

Onestamente mi sono stufato dal dover contrastare i No Tav qui in Piemonte, quando nella Capitale gli alti burocrati tolgono risorse necessarie, offrendo così ossigeno alle argomentazioni di chi è contrario a quest’opera.

Per questo mi rivolgerò immediatamente al neo Ministro Maurizio Lupi, affinché intervenga presso il Cipe e si impegni non solo ad evitare che in futuro si ripetano analoghi fatti, ma soprattutto a definire quanto prima il piano degli interventi compensativi e delle risorse necessarie che non possono certo essere poche briciole elargite ai territori. È in gioco la credibilità del nostro Paese sia nei confronti delle comunità locali interessate dalla Tav sia nei confronti dell’Unione europea.

Siccome questa è una battaglia condotta nei fatti da pochi (per questo esposti anche a situazioni poco piacevoli), spero di ottenere rapidamente dal Ministro adeguate risposte ai problemi qui denunciati, altrimenti prenderò in seria considerazione l’ipotesi di dimettermi da Sì Tav.