UN AGGUATO IN STILE BANDITESCO. SI FERMINO I VIOLENTI PRIMA CHE SIA TROPPO TARDI

Quanto avvenuto questa notte nei pressi di Venaus è l’ennesimo episodio di violenza perpetrato da presunti No Tav in Valle di Susa. Purtroppo, l’agguato nei confronti dell’operaio del cantiere di Chiomonte – a cui esprimo la più totale solidarietà e vicinanza – segna un preoccupante salto di qualità nell’azione degli antagonisti. Infatti, la dinamica con cui si è svolta l’azione è tipicamente terroristica: il furgone è stato bloccato con un ostacolo e persone incappucciate hanno bersagliato il mezzo con lanci di pietre ferendo l’operaio. Dunque, un agguato in stile banditesco o para-guerrigliero.

Sottovalutare questi fatti significherebbe non voler vedere e non voler capire che in Valle di Susa operano gruppi di persone pericolose, che prima o poi faranno male sul serio a qualcuno. A forza di parlare di ‘resistenza’ e di vagheggiare fantomatiche ‘libere repubbliche’, finirà che qualcuno prenderà sul serio quegli slogan e si metterà a fare il ‘partigiano’. Prima che ciò accada e si verifichi una qualche tragedia, sarebbe bene che tutti denunciassero con forza tali fatti e si assumessero iniziative adeguate. E, soprattutto, sarebbe il tempo che i vari circoli intellettuali, politici e giornalistici, normalmente dediti al giustificazionismo ideologico, avessero finalmente un sussulto e prendessero le distanze dalle frange fanatiche del movimento No Tav. Temo che anche questa volta rimarrò deluso, ma sarei lieto di venir smentito.