Zona franca in Valsusa come avviene in Francia

Mariachiara Giacosa – Repubblica
DOPO il vertice sulla sicurezza, la questione della Tav arriva sul tavolo del ministero dei Trasporti. Oggi il neo ministero Maurizio Lupi ha convocato a Roma il commissario di governo Mario Virano, Regione, Provincia, il sindaco di Susa, Gemma Amprino, mentre quello di Chiomonte, Renzo Pinard è rimasto bloccato da problemi di aereo («peccato avrei voluto esserci » fa sapere). Ci saranno poi due delegazioni di parlamentari. Per il Pd Esposito e Silvia Fregolent; per il Pdl il coordinatore Enrico Costa e il decano delle vicende legate all’alta velocità Osvaldo Napoli.
Il vertice sarà il primo del nuovo governo e dovrà raccogliere il sollecito che il ministro dell’Interno Alfano ha lanciato martedì sera a Torino: «Rispettare i tempi e se possibile accelerarli ». Il riferimento non è al cantiere, dove già si lavora 7 giorni su 7, 24 ore su 24. Per i prossimi tre mesi si scaverà la galleria con tecnica tradizionale, poi ci penserà la talpa. L’impegno di Alfano è politico, confermato, per altro, anche dal suo collega Lupi che ieri ha ricordato ‘che la Torino-Lione è un opera strategica per il governo e per l’Italia’.
Procedure di approvazione delprogetto, ratifica trattato, costituzione del comitato promotore e le gare d’appalto che dovranno partire all’inizio del 2014 sono i passaggi su cui si può cercare di fare più in fretta: la complessa macchina di autorizzazioni e burocrazia, d’ora in poi, dovrà andare a tavoletta. «I primi appuntamenti sono il via libera al trattato con la Francia e l’esame del progetto – spiega il commissario Virano – Se il coordinamento tra i vari soggetti sarà massimo possiamo recuperare qualche mese. L’approvazione è prevista a fine anno, ma possiamo anticipare all’autunno e partire poi con le gare».
Gli enti locali porrano forte il tema delle risorse. Dopo la figuraccia, poi recuperata, dei 10 milioni del Cipe dirottati per errore sull’Auditorium di Firenze, oggi i sindaci di Susa e Chiomonte vogliono impegni precisi. E non solo. «A me va benissimo che ci sia un progetto per la Valle, ma voglio qualcosa di più per Susa – anticipa Amprino – Qui ci saranno i disagi e qui ci sarà il cantiere, perciò è qui che si deve focalizzare l’attenzione». Quattro le richieste: svincolo dal patto di stabilità, mantenimento dei servizi, canale preferenziale di dialogo con il governo e una zona franca per le tasse.
Tema su cui sta lavorando anche Esposito, che oggi al tavolo porterà una proposta di legge: «In alcune zone di Rhone Alpes, dove passerà la tratta francese della Tav succede già: io credo che la Valsusa dovrebbe avere agevolazioni per il fisco, per i contributi e per favorire gli insediamenti produttivi». Sull’idea il senatore cerca ora un consenso bipartisan che non dovrebbe mancare visto che la prima proposta di creare una zona franca è del 2008, firmata dal pidiellino Napoli. Contro il vertice di oggi si scaglia invece il presidente della Comunità montana Sandro Plano: «Dicono di voler pacificare e invece alzano sempre i toni ha detto – e il confronto lo fanno solo con chi è già d’accordo».