Zona franca e sgravi Il piano del governo per i Comuni della Tav

Maurizio Tropeano – LaStampa
Raccontano che il ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi, abbia corretto a più riprese tecnici, sindaci e parlamentari che hanno usato il termine compensazioni. Una parola che non piace al nuovo titolare delle Infrastrutture che, non a caso, preferisce parlare di valorizzazione. E non si tratta solo di una questione lessicale: chi ha partecipato alla riunione di ieri al ministero delle Infrastrutture a Roma spiega che Lupi è deciso a trovare il modo di anticipare quei benefici che secondo i promotori dell’opera la realizzazione della nuova linea porterà in Valsusa. La Tav, insomma, «come leva per lo sviluppo del territorio». Del resto Lupi si sta muovendo dall’assunto che la Torino-Lione è opera di valenza nazionale e come tale va gestita.
E non un caso che tra i compiti della task force insediata ieri (e a cui parteciperanno con ruolo attivo i sindaci di Susa, Chiomonte e Bussoleno) ci sia non solo «la definizione delle opere di riqualificazione del territorio che accompagneranno l’esecuzione della Tav» ma anche la verifica tecnica/ giuridica sulla possibilità di mettere in campo una legge speciale per la Valsusa a cui stanno lavorando il senatore del Pd, Stefano Esposito, e l’ex deputato Pdl Osvaldo Napoli.
Un disegno di legge che si basa sulla realizzazione di una zona franca nei territori interessati dall’opera e su un corposo pacchetto di defiscalizzazione per le imprese che, se approvato, potrebbe permetterebbe di salvare le acciaierie Beltrame e 450 posti di lavoro a San Didero. Quell’azienda che i siti dei No Tav hanno definito la piccola Ilva della Valsusa e che invece con un’azione trasversale che va da amministratori del Pd (il sindaco di Sant’Antonino di Susa, Antonio Ferrentino) ad assessori regionali (Claudia Porchietto, Pdl) vogliono invece non solo salvare ma rilanciare. E tra le valutazioni che dovranno fare i tecnici del ministero e quelli del Cipe è se è possibile concedere sgravi anche per i residenti.
Non è la prima volta che si parla di istituire una zona franca in Valsusa (Napoli ha depositato nel 2008 un disegno di legge alla Camera) ma questa volta la bozza che il senatore Esposito ha iniziato a far vedere ai colleghi di maggioranza del Pdl (Malan e Costa) e di Scelta Civica (Susta) sarà verificata con la task force ministeriale per quanto riguarda la copertura economica e il rispetto della normativa Unione europea.
Nelle intenzioni del governo la partita compensazioni/valorizzazioni per il territorio dovrebbe ridurre il consenso sociale nei confronti dei No Tav ma il movimento non demorde e lancia, a partire da oggi, una nuova mobilitazione con tre giorni di campeggio «l’anticipo della lunga estate di lotta che stiamo organizzando». I comitati rispondono così a quello che hanno definito un «attacco politico-mediatico» dopo l’assalto con molotov e razzi incendiati al cantiere di Chiomonte. Nessuna dissociazione, nessuna condanna dell’azione, anzi, una critica alla magistratura: «Non ci sono stati feriti e l’attacco è avvenuto alle cose e non alle persone. Un po’ poco per giustificare un “tentato omicidio”». Per la Procura, invece, quell’azione poteva avere conseguenze letali per operai e forze dell’ordine. Ma i No Tav ribadiscono: «Tagliare le reti e colpire macchinari sono azioni non violente».