Per la Tav deroga al patto di stabilità

MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

MANCA ancora un tassello, o almeno ne manca ancora uno importante, per sigillare quella che il senatore del Pd Stefano Esposito ha definito la «settimana storica della Torino- Lione». C’è il nuovo via libera ufficiale del governo, che ieri ha approvato il trattato con la Francia: manca solo più la ratifica di Camera e Senato. Ci sono i soldi, i 30 più 10 milioni che serviranno a finanziare le piccole opere nei comuni della Valsusa. Quello che manca, però, è la deroga al patto di stabilità, la stessa già concessa alle zone terremotate di Emilia Romagna e Abruzzo. E che ora vorrebbero i sindaci valsusini. Perché senza questa autorizzazione le risorse chieste a gran voce nei mesi scorsi e, finalmente, accordate, non potranno essere usate.

«Prima ancora dei soldi – spiega il primo cittadino di Susa Gemma Amprino – vorremmo avere la possibilità di spenderli. Per questo chiediamo la deroga al patto di stabilità». Le fa eco, in qualche modo, anche il suo collega di Chiomonte Renzo Pinard, che i vincoli del patto non li ha, perché il comune non supera i mille abitanti, ma solleva un problema simile. «Avrò i soldi – ammette – ma il mio è un piccolo comune e non ci sono le competenze per gestire cifre e lavori di questo tipo. Sarebbe stato meglio darli a Provincia e Regione, che però hanno i vincoli del patto». Insomma è il consueto adagio del cane che si morde la coda. Anche se un margine di manovra ancora c’è, prima di martedì, quando arriverà il voto finale sul decreto emergenze. «Dai comuni arriva la richiesta di deroga – spiega Esposito – Non è facile visto che il ‘bonus’ nazionale per quest’anno ammonta a 300 milioni e 110 sono già stati assegnati alle zone terremotate, ma il pressing è partito». Qualche margine di sforamento si potrebbe ricavare anche dalla Regione che ogni anno cede «quote di patto» ai comuni in grado di spendere.

Questo, per quanto ravvicinato, è il futuro. Il presente è la soddisfazione bipartisan per l’approvazione del trattato da parte del governo. Il governatore Roberto Cota parla di «un passaggio molto importante». Critica, ma divisa,invece Sel: «Se il M5S avesse avuto il coraggio di prendersi la responsabilità di sostenere il governo del cambiamento proposto da Bersani, oggi non ci sarebbe stata l’approvazione dell’accordo tra Italia e Francia» dice la capogruppo in Regione Monica Cerutti.Che per il parlamentare di Sel Giorgio Airaudo parla però «a titolo personale». «È il governo che prosegue nell’errore di sostenere un’opera non più utile e osteggiata. Quei soldi – aggiunge – dovrebbero essere usati per il lavoro, che è la vera emergenza». Il grillinoMarco Scibona, infine, attacca: «Il trattato è incostituzionale perché cede sovranità alla Francia su una parte del territorio della Valsusa».

E sempre di Valsusa si è parlato anche ieri a Roma, nella conferenza dei servizi per la seconda canna autostradale del Frejus.Durante la riunione la Provincia, sostenuta da Comune di Bardonecchia e Regione, ha ribadito: «Va bene fare due gallerie di transito per ragioni di sicurezza, ma il numero di veicoli che ci passeranno non deve crescere».