L’autorità di vigilanza richiama Sitaf: appalti solo con gare pubbliche

Maurizio Tropeano – LaStampa
L’autorità di Vigilanza sui contratti e gli appalti bacchetta Sitaf, la società che gestisce l’autostrada TorinoBardonecchia, e le sue controllate per le modalità di affidamento dei lavori che di «fatto ha limitato la concorrenza sui mercati della progettazione e della realizzazione delle opere pubbliche». Ma il parere, non vincolante, richiesto dal consigliere provinciale Antonio Ferrentino e dal senatore del Pd, Stefano Esposito, per aprire il mercato alle imprese della Valsusa rischia di tagliarle fuori.

L’autorità di Vigilanza ha stabilito che Sitaf non potrà rivolgersi ad imprese collegate ma dovrà far ricorso a procedure di evidenza pubblica per «l’affidamento di appalti di servizi e forniture siano essi di importo superiore o inferiore alla soglia di importo comunitario». E Gianni Luciani amministratore delegato della società, spiega: «Noi abbiamo sempre agito nel rispetto delle normative di settore. Adesso è arrivato il parere dell’Autorità, sicuramente il più autorevole tra quelli che abbiamo finora acquisito, e lo valuteremo con attenzione per capire come applicarlo tenendo presente che la nostra priorità è salvaguardare i livelli occupazionali della nostra società e delle controllate».

Facciamo un passo indietro. Nei mesi scorsi Esposito e Ferrentino hanno chiesto conto del fatto che Sitaf assegnasse i lavori senza gare e attraverso affidamenti diretti evitando di applicare la nuova normativa in materia di appalti pubblici che fissa una percentuale del 40% dei lavori da assegnare senza gara e del sessanta con evidenza pubblica. L’autorità di Vigilanza, come abbiamo visto, va oltre e impone che tutti gli appalti siano pubblici. Ferrentino canta vittoria e si augura che adesso si «augura che le imprese della valle che si sono associate per essere più forti e competitive per partecipare alle gare adesso lo possano fare». Ed Esposito che si rende conto che il provvedimento «potrebbe comportare difficoltà gestionali da parte di Sitaf» si dice pronto a «discutere in modo trasparente la possibilità di modificare, se necessario, le norme ce che fissano le percentuali di affidamento diretto».

Ma per Luciani il problema è diverso: «Non è più questioni di percentuali. Le gare si dovranno fare senza riserve e alla fine vinceranno le imprese di altre regioni. Altro che riserva per la Valsusa».