NELLA NOTTE ALTRO GRAVE SABOTAGGIO. IN VALLE DI SUSA CONTRO LE IMPRESE OPERA UNA ‘MAFIA SENZA PIZZO”

Nella notte scorsa a Susa un gruppo di persone ha tentato di dare fuoco a un camion di una ditta che lavora per il cantiere di Chiomonte. Si tratta dell’ennesimo atto violento e intimidatorio nei confronti delle imprese che lavorano per la TAV. Imprese che hanno fatto investimenti significativi, che danno lavoro a molte persone in Valle di Susa, e che non possono certo farsi carico di ulteriori costi assicurativi e di vigilanza. Ho raccolto il grido di allarme di questi imprenditori, che desiderano rimanere anonimi.

Bisogna essere consapevoli che i gruppi più violenti dei No Tav hanno abbandonato lo scontro frontale e la strategia degli attacchi al cantiere, per adottare una modalità di lotta tipicamente mafiosa: in questo caso non si tratta di riscuotere il pizzo, ma di intimidire le imprese per costringerle a non lavorare più per la più grande infrastruttura europea quale è la TAV.

Nonostante i grandi sforzi delle forze dell’ordine e della Prefettura non si può far finta di niente e illudersi che la situazione in Valle di Susa sia più tranquilla. Così non è, gli atti violenti sono rivolti alle imprese con i conseguenti gravi danni sul sistema economico locale: un cambio di strategia che era chiaro nelle parole pronunciate dai leader dell’ala dura dei No Tav poche settimane fa, quando annunciarono atti di sabotaggio.

A questo punto bisogna capire se le istituzioni, la politica e la Valle di Susa intendono accettare questa ‘mafia senza pizzo’ oppure reagire in modo netto e determinato.