Authority efficienti se sono lontane dai centri del potere

Maurizio Tropeano – LaStampa
Perché Torino? «Perché mai, come nel caso di un’autorità di controllo e vigilanza, la lontanza fisica dai luoghi di potere pubblico e privato è la garanzia prima per l’indipendenza dell’organismo e per la tutela della concorrenza». Se la riflessione arriva da Gian Maria Gros Pietro, dal 2002 al 2010 presidente di Atlantia, il maggior operatore infrastrutturale privato, allora si capisce perché il mondo economico, ancor prima che la politica piemontese, stia facendo un pressing serrato per ottenere il sì di governo e Parlamento alla candidatura subalpina. Certo, adesso il professore guida il consiglio di gestione di Intesa San Paolo, ma la sua esperienza passata rafforza il suo punto di vista: «Il principio che deve guidare l’autorità è l’indipendenza sia dalla pubblica amministrazione sia nei confronti degli operatori privati. Roma è il cuore di questo potere (lì ci sono le sedi di Alitalia, gruppo Fs, Ntv e Atlantia) e dunque, sul modello di quello che avviene negli Stati Uniti, è fondamentale che le autorità siano decentrate».

Professor Gros Pietro nel giorno in cui il governo ridisegna le province per tagliare i costi della pubblica amministrazione non le sembra che decentrare a Torino si possa leggere come spreco di denaro pubblico?

«Dal punto di vista del funzionamento istituzionale la scelta di collocare l’autorità dell’energia e del gas a Milano è risultata vincente ed efficiente. Credo che Torino, per la sua storia, possa garantire rigore e capacità professionali che permettano efficienza e produttività senza dar vita a strutture elefantiache dal punto di vista occupazionale. L’autorità deve elaborare le informazioni che arrivano da documenti e ricerche ufficiali e poi decidere. Documentazione che si può reperire in rete. La contiguità fisica rischia di favorire altri tipi di comunicazione che le autorità di vigilanza e controllo farebbero bene a non intrattenere».

In queste ore si stanno moltiplicando le candidature: dopo Torino ecco Verona e poi

Napoli. C’è il rischio che qualcuno stia lavorando ad un proliferare di candidature per poi premiare Roma?

«Io credo che il moltiplicarsi delle candidature sia la prova dell’interesse che hanno i territori ad ospitare una sede così prestigiosa. Io non credo nei complotti e penso anche che non si possa sempre soltanto favorire la capitale. Funziona così solo in Francia. Milano e Napoli ospitano già le authority dell’Energia e quella della Comunicazione. Tra le grandi città resta Torino che vanta anche una rete di competenze accademiche nel campo dei trasporti e della concorrenza tra le più significative del paese»