Tav, la Francia ci crede: “Opera di utilità pubblica”

ERICA DI BLASI – Repubblica

LA FRANCIA ha dichiarato ufficialmente «di utilità pubblica e urgenti» i lavori per creare un itinerario d’accesso al cantiere del tunnel della futura linea ad alta velocità Lione-Torino, nei pressi di Chambery, sulle Alpi francesi. In base a un decreto pubblicato in gazzetta ufficiale, gli interventi necessari dovranno essere effettuati in diversi comuni della Savoia e gli espropri corrispondenti attuati entro al massimo quindici anni. I No Tav della Val Susa. Il senatore Pd Esposito: «La decisione pone fine a ogni dubbio ». I No Tav: «Attacco alla democrazia».

SULLA Tav la Francia va avanti senza indugio. Il Paese di Hollande ha infatti dichiarato “di pubblica utilità e urgenti i lavori per creare un itinerario d’accesso al cantiere del tunnel della futura linea ad alta velocità Torino – Lione”, vicino a Chambery, sulle Alpi francesi. Un passo in avanti, quindi, verso la realizzazione dell’opera, messo nero su bianco in un decreto pubblicato domenica scorsa sulla Gazzetta ufficiale. Gli interventi necessari dovranno essere effettuati in diversi comuni della Savoia (Montmélian, Francin, Avressieux e Saint-Jean-de-Maurienne) e gli espropri corrispondenti attuati entro 15 anni. I piani regolatori dei comuni interessati e di alcuni di quelli confinanti sono stati modificati per essere “in conformità” con i lavori, e ai sindaci è dato incarico di rendere pubbliche le modifiche secondo le procedure di legge.

«E’ in linea con quanto ho sempre sostenuto – commenta Mario Virano, presidente della Commissione intergovernativa franco- italiana sulla Torino–Lione – e non sono sorpreso. La realizzazione della Tav è una scelta strategica, di lungo periodo. Ogni volta che c’è qualche questione minimale, questa viene sempre vista, tra chi è contrario all’opera, come un’inversione di tendenza. Ma poi, alla fine, quando si devono prendere le decisioni, tutto procede regolarmente. Ogni volta che si aggiunge un mattone, come è il decreto francese, la costruzione della Tav prende sempre più corpo».

Sui tempi, i “15 anni” dietro cui si fanno scudo i No Tav, è in realtà solo un termine burocratico, pare, destinato a rimanere solo sulla carta. «Certo – mette in chiaro Virano – Ma le procedure di esproprio in Francia sono davvero molto agevoli. In alcuni casi, in accordo con i proprietari, si è già proceduto in questo senso, anche per quel che riguarda immobili industriali. Forti del fatto che in Francia hanno una procedura collaudata che riduce di gran lunga i tempi rispetto all’Italia». Entro fine anno, annuncia Ltf, sarà organizzata la gara internazionale per affidare i lavori di realizzazione del collegamento tra le discenderie di Saint Martin La Porte e La Praz lunga 9 chilometri. Un cunicolo esplorativo, che avrà però le dimensioni di una canna del tunnel di base e per questo diventerà di fatto, la prima parte del tunnel di base di 57 chilometri. Il costo è di 550 milioni: la quota italiana è stata coperta da Rfi.

Per il Paese d’Oltralpe sulla Tav insomma si deve andare avanti. Il vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, Stefano Esposito (Pd) ha accolto con soddisfazione la scelta. «Una decisione – sottolinea- che pone fine a tutti i dubbi circa la reale volontà del governo francese rispetto alla realizzazione della Tav e conferma la bontà della scelta dell’esecutivo italiano didichiarare l’area del cantiere di Chiomonte sito strategico di interesse nazionale». Secondo l’assessore regionale di Fratelli d’Italia, Agostino Ghiglia, «la Francia conferma l’irrinunciabilità dell’opera. Sono pertanto inutili le manifestazioni di dissenso e dicontrasto violento che i No-Tav continuano a proporre in Val di Susa». E ancora, per Mario Carossa, presidente del gruppo regionale della Lega Nord, dopo questo decreto, viene a cadere «una delle maggiori argomentazioni su cui tanto contavano i No Tav,lasciando in Valle di Susa solo l’inaccettabile violenza di un manipolo di delinquenti». Di tutt’altro avviso il movimento No Tav che definisce invece la decisione come «un duro colpo alla democrazia».