Nota su DUP e presunto disimpegno francese

Una brutta abitudine dei NOTAV (antagonisti, opinionisti, presunti esperti …) è quella di alterare i fatti per renderli conformi ai propri desideri.

Il Decreto del 23 agosto non si riferisce alla sezione transfrontaliera, tra S-Jean de Maurienne e Bussoleno che comprende il tunnel di base di 57 km, per cui la DUP è già uscita da un pezzo, essendo datata fine 2007 (http://www.ltf-sas.com/pages/articles.php?art_id=182): questa opera per i Francesi è infatti oramai decisa ed avviata, senza se e senza ma.

La commissione MOBILITÉ 21, per stessa precisazione del Presidente Duron, considera la sezione transfrontaliera Torino Lione un’opera in corso di esecuzione e come tale non differibile. All’interno di questo studio, non è compresa la tratta della Torino Lione in quanto considerata come PROGETTO AVVIATO.

Philippe Duron ha comunque espresso il proprio parere in merito alla Torino Lione nel suo complesso nell’audizione presso la Commissione sullo Sviluppo Sostenibile di Mercoledì 10 aprile 2013, dichiarando:

“…. L’Europa ha destinato 13 MLD€ per un certo numero di grandi progetti infrastrutturali. Quando abbiamo incontrato due mesi fa Mathias Ruete, Direttore Generale per l’Energia ei Trasporti della Commissione Europea, ci ha mostrato grande interesse per i progetti francesi volti a integrare meglio il Paese nello spazio europeo. I due progetti per lui più interessanti in questo senso sono la Torino-Lione e la Senna-Nord Europa. Il Presidente della Repubblica, durante il vertice franco-italiano a Lione, aveva condizionato l’attuazione della Torino-Lione al contributo di finanziamento del 40% da parte dell’Unione europea. I pareri raccolti a Bruxelles sono positivi.”

Il Decreto DUP del 23 agosto si riferisce invece alle tratte di adduzione nazionale francese che interessano il territorio compreso tra Lione e S-Jean de Maurienne. Oltre 150 km di interventi previsti in Francia per rendere funzionale ed efficiente la nuova tratta; quelle opere che il documento MOBILITE’ 21, citato spesso a sproposito da opinionisti distratti e antagonisti faziosi, chiama « Accès français Lyon-Turin».

Proprio a pag 57, (http://www.developpement-durable.gouv.fr/IMG/pdf/CM21_- _27_Juin_2013_vers2_9h38_sans_traits_de_coupe-2.pdf), il rapporto fa ampio riferimento all’importanza della tratta francese di adduzione al tunnel di base (la réalisation du projet de liaison binationale) e conferma la necessità di completare l’ intervento previsto.

Per quanto riguarda invece la dichiarazione di pubblica utilità , bisogna chiarire che la DUP francese fissa anche la “durata” per la conclusione delle procedure di esproprio; tali tempi sono variabili rispetto alla complessità dell’opera, e del procedimento connesso, non quella “tecnologica” ma quella “operativa”.

I 15 anni per l’« Accès français Lyon-Turin » previsti costituiscono i tempi massimi entro cui il Proponente deve concludere la procedura di esproprio e tengono conto della “complessità” e della “numerosità” degli interventi: redazione del progetto e dei particellari d’esproprio, fasaggio e consequenzialità dei cantieri, trattativa ed accordo economico, frazionamento, pagamento, registrazione al catasto, etc..

In conclusione, in Francia come in Italia, per le opere di maggiore complessità, dove è necessaria una suddivisione in fasi funzionali e/o costruttive che si succedono nel tempo, il termine di validità della dichiarazione di pubblica utilità, viene ragionevolmente ampliato rispetto alle opere ordinarie; 15 anni sono un termine ragionevole, adeguato e corretto.

Gli espropri possono invece essere emanati ed eseguiti, anche con procedura d’urgenza, dal giorno del decreto di pubblica utilità e devono essere conclusi entro i termini di validità dello stesso: pertanto RFF potrebbe procedere da domani ad acquisire i terreni ed a eseguire i lavori.