Il caso Berlusconi-Violante incombe sulla festa del Pd

Andrea Gatta – Cronacaqui

Nel programma ufficiale della manifestazione il nome di Silvio Berlusconi non compare, ed è anche logico. Ma le sorti del Cavaliere e quelle del Governo incombono sulla festa Pd che si è aperta ieri in piazza d’Armi. Anche perché a parlarne pochi giorni fa è stato un illustre esponente torinese del centrosinistra, l’ex presidente della Camera Luciano Violante. Esprimendo una posizione controcorrente rispetto al partito: il diritto alla difesa da parte del leader Pdl e la possibilità che la Giunta per le elezioni del Senato possa interpellare la Corte costituzionale per stabilire se Berlusconi debba decadere oppure no, ai sensi dell’ormai celebre legge Severino. Parole che gli sono valse accuse e insulti di ogni tipo da parte di iscritti e persino di dirigenti Pd.Ora una pattuglia di senatori democratici ha deciso di invitarlo formalmente a esprimere la propria opinione davanti alla “base” del partito. Ma non di fronte al pubblico della festa, come sarebbe naturale pensare, ma in un contesto più ristretto come la sede regionale di via Masserano. Il motivo, spiega Stefano Esposito, primo firmatario della missiva di invito girata a dirigenti e segretari di circolo, «è di evitare che il confronto diventi un rodeo». «Io – continua Esposito – la mia posizione l’ho già espressa: sono per la decadenza di Berlusconi. Ma non ci sto ad assistere agli insulti di dirigenti e militanti Pd nei confronti di Violante». A firmare la lettera 10 dei 13 senatori piemontesi, Fornaro, Chiti, Borioli, Ferrara, Fissore, Favero, Manassero, Zanoni e Buemi, oltre a Esposito. «Le parole di Violante hanno suscitato forti reazioni critiche nel nostro partito e nella sinistra – si legge nel documento -. A prescindere dall’opinione che ciascuno può avere sugli aspetti strettamente giuridici legati alla decadenza di Berlusconi e all’interpretazione della legge Severino, riteniamo necessario il confronto, anche aspro, tra posizioni diverse». L’appuntamento è fissato per domenica alle 15.Ma l’ex presidente della Camera sarà ugualmente alla festa di piazza d’Armi, proprio la sera successiva. In programma lunedì 2 c’è infatti un dibattito con il viceministro Fassina, il deputato Andrea Giorgis e l’ex presidente di Finpiemonte Mario Calderini sul rapporto fra economia e istituzioni. E lì, più di una domandina sul caso Berlusconi potrebbe essere posta dal pubblico. Anche perché probabilmente già domani sera il tema sarà sollevato e con toni ben diversi da Pippo Civati, uno dei candidati per la segreteria nazionale. Al quale si dovrebbe affiancare il giurista Gustavo Zagrebelsky che solo all’ultimo momento – si sussura con fastidio nell’organizzazione – ha sciolto le riserve sulla sua presenza, tanto da non comparire nel programma ufficiale. Nel calendario della kermesse, inaugurata nel tardo pomeriggio dal segretario provinciale Alessandro Altamura e dal capogruppo in Regione Aldo Reschigna, non si registrano per il momento altre novità: nove gli esponenti del Governo previsti (spiccano Kyenge il 7 e Lupi l’8), fra i tanti dirigenti nazionali presenti ci sarà Matteo Renzi sabato 14, mentre chiuderà la kermesse Pier Luigi Bersani lunedì 16.