E a Torino il Pd “processa” Violante salva-Caimano

SARA STRIPPOLI – Repubblica

TORINO — Luciano Violante va a processo a Torino. Domani pomeriggio, senatori, deputati, segretari di circolo in arrivo da tutto il Piemonte ascolteranno il chiarimento dell’ex-presidente della Camera, da giorni bersaglio di accuse e critiche da parte di chi ha accolto la sua proposta come un sofisticato escamotage salva-Caimano. Di fronte ad un potenziale, affollato tribunale che per timore di contestazioni si radunerà nella sede del Pd e non alla festa del partito, Violante spiegherà il suo lodo illustrato in un’intervista nei giorni scorsi: «Legittimo rivolgersi alla Consulta. Noi siamo una forzalegalitaria. La legalità comprende il diritto di difesa e impone di ascoltare le ragioni dell’accusato ». Gli epiteti in casa democratica e nel resto del centrosinistra non si sono fatti attendere: «Traditore », «voltagabbana», «collaborazionista ». Il dibattito è rimbalzato sui social network. Di qui l’iniziativa dei senatori piemontesi che saranno chiamati a votare. Una lettera inviata a tutti i dirigenti del partito con l’invito a partecipare: «Le parole di Violante hanno suscitato forti reazioni critiche nel nostro partito e nella sinistra — scrivono — . A prescindere dall’opinione che ciascuno di noi può avere sugli aspetti strettamente giuridici legati alla decadenza di Berlusconi, riteniamo necessario il confronto, anche aspro, con Luciano Violante».

L’ex-presidente della Camera dice di essere contento di avere questa opportunità e accetta l’invito: «Nessun tradimento di alcunché — dice secco — Ma un partito che vuol essere democratico deve garantire gli stessi diritti a tutti, avversari compresi ». Aggiunge di non temere contestazioni e conferma la sua partecipazione per lunedì sera, quando alla festa parteciperà ad un dibattito con Stefano Fassina sul rapporto fra economia e istituzioni. Stefano Esposito, il senatore che ha promosso l’incontro spiega lo spirito che ha spinto i piemontesi a riaprire ildibattito: «È ora di finirla con questi atteggiamenti criptogrillini all’interno del nostro partito. Chi ha critiche da rivolgere è invitato ad illustrarle di persona». Solo tre i senatori che non hanno firmato la lettera, uno dei quali è il renziano Stefano Lepri: «Non riteniamo necessario un approfondimento con Violante», si limita a dire. Fra le voci più critiche l’onorevole ed ex-operaio Thyssen Antonio Boccuzzi: «Spero che lunedì, quando interverrà alla festa davanti alla gente del nostro partito Violante dica che la sua è un’opinione personale e che la posizione del partito è quella del segretario nazionale Epifani».