Non credo al lodo, ma nel confronto sì.

Sara Strippoli – Repubblica

SENATORE Stefano Esposito, lei è stato promotore di questo processo piemontese a Luciano Violante, accusato di aver elaborato un lodo Salva-Caimano. Ci spieghi: i senatori del Piemonte rappresentano l’accusa o la difesa?

«Né l’una né l’altra. Personalmente, e penso che i colleghi condividano la mia posizione, non credo che il lodo Violante sia praticabile. Chiarisco poi, e l’ho detto e scritto, che i senatori del Pd voteranno senza eccezione per la decadenza di Berlusconi».

A qualsiasi condizione?

«L’unica, che giudico poco probabile, è che nel proprio percorso la Giunta per le elezioni assuma la proposta Violante in modo maggioritario, vale a dire oltre la maggioranza che sostiene il governo Letta. Tanto per intenderci, questo significa che ci dovrebbe essere ilconsenso di Sel».

Questa è la sua posizione personale o è condivisa dagli altri nove firmatari dell’iniziativa?

«È la mia opinione personale, ma di fronte ad uno scenario di questo tipo credo che anche altri la penserebbero così e che il Pd possa aprire la discussione».

Un senatore suo collega, Federico Fornaro, dice secco che non ci possono essere dubbi, il Senato non può diventare il quarto grado di giudizio. Concorda?

«Assolutamente sì. Non mi sento affatto un grado di giudizio. Esiste una Giunta chiamata ad esprimersi. Lo faccia fino in fondo».

Una senatrice, Nerina Dirindin, non ha voluto firmare la sua lettera ritenendo che ci fosse il rischio di malintesi. Non è che forse aveva ragione lei?

«Il coraggio in politica o ce l’hai o non ce l’hai. Noi abbiamo fatto questa scelta perché riteniamo che in un partito democratico la prima regola sia il confronto. C’erano state accuse a Violante che aveva espresso osservazioni condivise da giuristi non certo vicini a Berlusconi. Noi siamo chiamati a votare, Violante è piemontese, lo abbiamo inviato a chiarire. In questo partito ci siamo disabituati a confrontarci e tutti si limitano ad esprimere pensieri sui social network. Così una banale iniziativa come questa rischia di essere scambiata perun’azione propedeutica a chissà quale tradimento»

Nessun dubbio che ci sia un disegno in questo senso?

«Io credo che i franchi tiratori siano figli del peggio del berlusconismo e del peggio del grillismo e tutto viene letto con un retropensiero. Penso anche che chi teme il confronto aperto e franco rischia di trasformarci in un partito criptogrillino».

Il senatore piemontese di area renziana Stefano Lepri non ha firmato sostenendo che non è necessario alcun approfondimento. Cosa ne pensa?

«Lo chieda a lui. Io credo che i tatticismi servano soltanto a sfuggire ».