Andrea Gatta – Cronacaqui

Non solo è diventato difficile lavorare per le aziende legate alla Torino-Lione, oltre che pericoloso per la vita degli operai impiegati al cantiere. Per le imprese rischia pure di diventare anti-economico. Questo perché le compagnie assicurative, che ben sono a conoscenza della tesissima situazione valsusina, chiedono premi molto elevati per tutelare le ditte impegnate a costruire la Tav. Soldi che gli imprenditori spesso non hanno o non sono disposti a spendere. L’ultimo caso, venerdì notte, è emblematico: un attentato a un capannone della Geomont di Bussoleno ha distrutto una trivella e due generatori. All’incirca 350mila euro di danni, pare. Il titolare, Giuseppe Benente, stufo di minacce e intimidazioni, ha detto basta annunciando la chiusura dell’attività.Nelle ore successive è partito il coro di sostegno da parte della politica, culminato ieri pomeriggio nella visita all’azienda di Bussoleno da parte del viceministro all’Economia Stefano Fassina, a Torino per la festa del Pd. All’incontro, promosso dal senatore democratico Stefano Esposito, hanno partecipato anche il presidente della Provincia Antonio Saitta e il responsabile del settore sicurezza del Pd torinese, Raffaele Bianco. L’esponente del Governo (che già un anno fa visitò il cantiere della Maddalena) ha dimostrato di non aver preso sottogamba la situazione. In Valsusa c’è un problema di sicurezza e quindi «dobbiamo rafforzare la presenza delle forze dell’ordine, che comunque stanno facendo un lavoro straordinario, come la magistratura». Ma soprattutto occorre consentire alle imprese di lavorare garantendo «risarcimenti per chi ha subito danni» «Il Governo non può – ha detto Fassina – assistere alla rassegnazione degli imprenditori, non possiamo lasciare che la zona finisca in mano a chi ha atteggiamenti mafiosi, lo Stato non può perdere la sovranità su un pezzo di territorio». A livello nazionale, ha ammesso «c’è una forte sottovalutazione del problema. Si pensa che ci sia un gruppo di ragazzi un po’ scalmanati che fanno delle battaglie romantiche a difesa dell’ambiente, ma non è così». Il viceministro (che più tardi ha incontrato gli imprenditori piemontesi nella sede di Confindustria) si è impegnato a formulare un provvedimento che istituisca il risarcimento costituendo anche un fondo di garanzia a disposizione delle aziende.«La visita è stata gratificante – ha commentato al termine Benente -, soprattutto se il viceministro riuscirà a far diventare fatti le parole: sul tavolo sono state messe delle buone proposte. Ma io per il momento non posso cambiare idea, sto pensando di finire i lavori per cui mi sono impegnato, poi lasciar tutto e scegliere altre attività via da qui». Anche il Pdl, intanto, ha formulato una propria proposta ad opera del senatore Lucio Malan e dell’ex sottosegretario Mino Giachino. Anche loro nelle ultime ore hanno incontrato l’imprenditore valsusino. L’idea è quella di estendere alle aziende che lavorano per la Tav la dichiarazione di “sito di interesse strategico nazionale” già valida per il cantiere, attraverso un emendamento alla legge di stabilità, o a un prossimo decreto. La norma fornirebbe alle aziende coperture assicurative (che finirebbero a carico di Ltf) ed un eventuale risarcimento danni.Intanto il presidente della Comunità montana, il No Tav Sandro Plano, ha scritto al procuratore Giancarlo Caselli, che nei giorni scorsi aveva accusato la politica e gli amministratori di aver fatto «troppo silenzio» sulla violenza. «Non rinnego parte della responsabilità politica che io e molti altri amministratori abbiamo avuto nell’evoluzione di una protesta che si è dilatata negli anni – replica – e condanniamo, senza se e senza ma, ogni forma di violenza, intimidazione e illegalità». Ma aggiunge: «Lo Stato ha il pieno diritto di usare la forza per vincere sulla contestazione, ma quando questo avviene vuol dire che la Politica ha perso». In Regione, intanto, mentre il governatore Roberto Cota sostiene che «più si va avanti con l’opera, meno opportunità ci sono per questo tipo di esecrabili azioni», il Consiglio guidato da Valerio Cattaneo ha preparato un ordine del giorno di condanna per gli atti di violenza commessi ai danni di lavoratori e imprese. L’ufficio di presidenza, inoltre, visiterà a breve il cantiere.