LA LOBBY DI LOTTA CONTINUA SI RITROVA INTORNO ALLA TAV?

Intervengo dopo l’articolo di Gad Lerner di quest’oggi su La Repubblica, esclusivamente perché chiamato in causa, senza che il giornalista si sia fatto scrupolo di consentirmi una replica. Un articolo legittimo, naturalmente, quello di Lerner, ma prevalentemente piegato al racconto affidato a Chiara Sasso, ex Lotta Continua e sposata con Ulisse Palombo, già membro della colonna valsusina di Prima Linea, ovvero uno dei tanti ex terroristi presenti in questa storia. Chiara Sasso, cui evidentemente Lerner è legato da antica conoscenza, insieme a Claudio Giorno ed altri, è una di quelle persone da me definite, assumendone la responsabilità, un ‘cattivo maestro’, dal momento che non hanno mai preso le distanze dai violenti, ma, anzi, come emerge dall’articolo di Lerner, le teorizzano e le giustificano ricorrendo al vetusto teorema degli infiltrati e dei provocatori esterni.

Ognuno è libero di far interpretare le vicende valsusine a chi meglio crede, ma trovo sorprendente che, mentre L’Espresso in edicola oggi (stesso gruppo editoriale de La Repubblica) racconta in maniera oggettiva ciò che hanno prodotto le indagini della Procura di Torino, di tutto questo non vi sia traccia nel reportage di Lerner, che ha preferito affidarsi a personaggi che continuano a immaginare la battaglia intorno alla Torino-Lione come il rinverdire di vecchie e polverose ideologie. Ancora più sorprendente che nell’articolo in questione non si faccia minimamente riferimento al fatto che due giornalisti del quotidiano La Repubblica, Di Blasi e Griseri, sono stati recentemente oggetto di intimidazioni, minacce e aggressioni. Ovviamente la libertà di stampa è sacra e lo è ancora di più la libertà di critica ad articoli come questo.

Circa la presunta dietrologia sul ruolo della Sitaf, mi sarebbe piaciuto che Lerner visitasse il cantiere del raddoppio autostradale del Frejus, galleria scavata nella stessa montagna in cui si realizza il tunnel geognostico della Tav, senza che Sasso e gli altri ‘cattivi maestri’ abbiano mai sollevato alcuna obiezione. Appartiene sempre ai dati di fatto e non alle dietrologie che diversi esponenti del movimento No Tav, a partire da Sandro Plano, sono dipendenti Sitaf. Nonostante questo, il gruppo dirigente di Sitaf non è schierato contro la Torino-Lione e, per questa ragione, anche le aziende del gruppo sono state colpite dagli attentati.

Dopo Erri De Luca, Marco Revelli e Chiara Sasso, ora è arrivato anche Gad Lerner al capezzale dei finti rivoluzionari valsusini. Aspettiamo l’intervento del prossimo ex di Lotta Continua.