No Tav e Br? Sono già terroristi

Augusto Parboni – IlTempo

«I No Tav? Non esistono più. Chi viene in Val di Susa è soltanto il peggio dell’anti-Stato, dove pensano di poter fare quello che vogliono». È il senatore Pd Stefano Esposito, che gira con la scorta dopo essere stato destinatario di minacce firmate con una stella a cinque punte, a commentare il messaggio delle «nuove Br» partito dal carcere da parte di Alfredo Davanzo e Vincenzo Sisi. Entrambi incitano il movimento No Tav a «compiere un altro salto in avanti, politico, organizzativo, assumendone anche le conseguenze, o arretrare».

Immediata la risposta da parte dello stesso movimento, che respinge al mittente la richiesta di alzare il tiro in Val di Susa. «Non abbiamo nulla da condividere conquesta gente», la risposta secca di Alberto Perino, leader storico del movimento valsusino che lotta contro l’alta velocità Torino-Lione.

Senatore Esposito, chi sono allora ormai i violenti nella Val di Susa se non sono i No Tav?

«Qui si sta riversando il peggio di chi vuole fare la guerra contro lo Stato».

Quindi l’alta velocità non c’entra nulla?

«Non più. Questa zona è stata considerata per troppo tempo un luogo dove chiunque poteva arrivare e fare quello che voleva, atti di violenza che con i lavori Tav non c’entrano nulla. Ma la musica sta cambiando».

Si spieghi meglio. «Da quando c’è il procuratore capo di Torino Giancarlo Caselli Val di Susa non è più terra di nessuno, dove chiunque può arrivare e organizzare proteste violente contro gli stessi cittadini e le forze dell’ordine». L’alto magistrato è diventato l’icona degli anti No Tav.

«Il magistrato è considerato il nemico ed è stato anche definito un mafioso».

Perché sostiene che chi arriva incappucciato in Val di Susa non fa parte dei No Tav?

«Sono anni che lo dico, sono stato anche deriso. Le proteste violente in quella zona non sono mirate a impedire i lavori della Torino-Lione. Questo non c’entra più nulla. Dietro le manifestazioni di violenza si nasconde ben altro, è solo un pretesto la costruzione della linea».

E allora per quale motivo continuano a organizzare proteste lì?

«Continuano a considerare quella zona come un luogo dove c’è impunità».

C’è qualcuno che secondo lei incita ad andare avanti con le proteste?

«Posso dire che mi auguro che il documento delle “nuove Br” sia da monito agli Erri De Luca e tutti gli intellettuali e giornalisti che fanno finta di non vedere la gravità della situazione in Val di Susa».

Il fenomeno dei No Tav è stato sottovalutato all’inizio?

«Per far capire cosa è successo basta fare un esempio. Quando si acquista un cucciolo di tigre è carino e docile, si pensa di poterlo tenere in casa tranquillamente, sotto controllo, che non potrà far male a nessuno. Basta attendere che cresca qualche mese e ti sbrana. Ecco cosa è accaduto in Val di Susa, è stata sottovalutata per troppo tempo la situazione».

Ci sono stati nel tempo intimidazioni e attentanti a rappresentanti istituzionali.

«Non solo. Esiste da tempo un copione scritto: si minacciano i politici, la polizia e poi ci sono i proclami in Tribunale nei quali chi è stato arrestato si è definito anche prigioniero politico e inoltre si ricusano gli avvocati».

La tensione resta dunque ancora alta anche se gli sforzi dello Stato per bloccare certi facinorosi non si ferma.

«Molto alta. Manca soltanto il peggio».

Cioé?

«Che qualcuno decida di impugnare la pistola e fare fuoco e che ci scappi anche il morto. Spero di sbagliarmi, ma non va sottovalutato quello che sta continuando ad accadere».

Lo Stato sta facendo il massimo per contrastare la violenza?

«Lo Stato sta usando tutti i mezzi che ha a sua disposizione, cioè la legalità».

E se ciò non bastasse a frenare la violenza in Val di Susa cosa bisognerebbe fare per lei?

«Si può anche arrivare ad usare il pugno duro, mi auguro non ci sia bisogno, per ora lo Stato sta facendo di tutto, speriamo basti».

Oggi quindi chi organizza le azioni più violente?

«Sono gli anarco-insurrezionalisti e i centri sociali, soprattutto di Torino. Sono loro che coordinano anche gli arrivi dalla Capitale, da dove arrivano anche soggetti che sono stati denunciati per terrorismo».

Riescono a far confluire in Val di Susa anche violenti provenienti dall’estero?

«Certamente. Chi si interressa a organizzare le manifestazioni che finiscono con vere e prorie guerriglie con le forze dell’ordine hanno contatti anche fuori dall’Italia».

Da quali Paesi arrivano i «complici»?

«Soprattutto dalla Grecia, dalla Francia, dalla Spagna e adesso anche dalla Russia».

«Lo Stato fa lo Stato. La Tav si farà. Delinquenti e bombaroli si rassegnino». Lo ha dichiarato il ministro dell’Interno e vicepremier Angelino Alfano, a proposito di quanto stabilito nel comitato sicurezza sulla Tav. «Andremo avanti – ha proseguito il ministro Alfano- ribadendo che un’opera strategica, decisa rispettando tutte le procedure di legge e ascoltando le popolazioni, non può essere bloccata da chi, con l’uso dell’eversione e della violenza, pretende di contrapporsi alla legge e alla democrazia. Ecco perché dopo aver protetto più efficacemente con il decreto dell’8 agosto i luoghi del cantiere, oggi rafforziamo i contingenti che proteggeranno l’avvio dei lavori della “talpa”, e abbiamo scelto come prefetto una donna di grande esperienza di territorio e di ordine pubblico».

Sul caso è intervenuto anche il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi: «L’entrata in funzione della talpa è la risposta più seria, concreta ed efficace ai deliri delle nuove Br che incitano il movimento No Tav “a compiere un altro salto in avanti” rispetto alle violenze di cui alcuni delinquenti si sono già resi responsabili. Lo Stato è determinato a portare a compimento la Torino-Lione e a difendere i lavoratori che la realizzano». Il presidente della Regione Piemonte, Roberto Cota, nei prossimi giorni andrà in Val di Susa, «incontrerò gli amministratori locali, gli imprenditori minacciati e le forze della ordine».