SITUAZIONE DEI LAVORATORI DEL CANTIERE DI CHIOMONTE

Alla cortese attenzione di:

Presidente della Regione Piemonte Roberto COTA

Presidente della Provincia di Torino Antonio SAITTA

Prefetto di Torino Paola BASILONE

Il cantiere di Chiomonte, per ragioni a tutti Voi note, non è purtroppo un cantiere normale, essendo divenuto un simbolo da ‘abbattere’ per alcune frange estremistiche. In quel luogo si sta giocando una complessa e delicata partita tra lo Stato democratico e chi non vuole riconoscerne l’autorità, negando la legittimità di decisioni democraticamente prese. In questo contesto, apprendere che coloro che lavorano alla realizzazione di questa grande infrastruttura si trovano in condizioni di lavoro precario, con contratti a termine, mi lascia stupefatto e mi indigna.

Il consorzio Venaus Scarl, che raggruppa le imprese (CMC in testa) che hanno vinto l’appalto per il cunicolo esplorativo della Maddalena, non può continuare a lasciare i lavoratori del cantiere nell’attuale precaria situazione contrattuale.

I 31 lavoratori che oggi si trovano ad operare con contratti a tempo determinato vanno immediatamente assunti a tempo indeterminato, e devono cessare i licenziamenti per scadenza di contratto: la credibilità dello Stato, infatti, non passa solo attraverso la difesa del sito di Chiomonte e la repressione degli atti violenti, ma anche attraverso una condotta lineare e il rispetto assoluto delle norme e delle leggi in materia di lavoro.

Le Vostre istituzioni sono impegnate da molto tempo sul fronte della legalità, ma la situazione di questi lavoratori richiede un intervento immediato e risolutivo: le imprese che operano in quel cantiere non possono sentirsi svincolate dall’applicazione rigida delle tutele nei confronti dei loro lavoratori.

Come sostenitore dell’importanza strategica della Torino-Lione ho sempre affermato che quest’opera risulterà determinante per lo sviluppo futuro della Valle, originando anche nuova occupazione. Non posso accettare, moralmente ed intellettualmente, che tali premesse vengano smentite dal ricorso, nel cantiere della TAV, a forme contrattuali precarie e ‘senza futuro’ per i lavoratori in questione.

Mi auguro che in un tempo molto rapido imprese e sindacati possano risolvere questa situazione. Per quanto mi riguarda, di fronte ad eventuali ulteriori atteggiamenti dilatori da parte del Consorzio, non intenderò tacere e ricorrerò a tutte le azioni e a tutti gli strumenti che il mio ruolo mi mette a disposizione.

Vi saluto cordialmente.

Sen. Stefano ESPOSITO