Metrò a Rivoli, l’ostacolo è Gtt

DIEGO LONGHIN MARIACHIARA GIACOSA – Repubblica

UNA soluzione con sconto fiscale incorporato, un’ottantina di milioni in meno, per sbloccare l’impasse prolungamento del metrò e far arrivare la linea uno da Collegno fino a Cascine Vica. Una soluzione che rischia di “scontrarsi”, però, con la vendita del 49 per cento di Gtt ai privati. Ma il tema sarà sviscerato nei prossimi tavoli di confronto.

IL TEMA prolungamento linea 1 è stata affrontato in una riunione convocata dal vicepresidente della Commissione Trasporti del Senato, Stefano Esposito, a cui hanno partecipato rappresentanti tecnici del Comune di Torino, della Regione, della Provincia e dei due comuni dell’hinterland interessati dall’estensione di 3,4 chilometri della metropolitana.

La soluzione con lo sconto potrebbe arrivare proprio dal governo, l’unico ente che finora non ha assicurato i fondi. Sfumata infatti l’opportunità di inserire la tratta di metropolitana tra i progetti immediatamente cantierabili finanziati con il decreto del Fare (perché mancava, e manca tuttora il progetto definitivo), l’estate scorsa il parlamentare del Pd Stefano Esposito presentò un emendamento che candidava la metro torinese a seguire una altra strada. Un articolo del provvedimento, lo stesso usato per finanziare i 400 chilometri dell’autostrada Orte- Mestre, prevede infatti per gli enti promotore e gestore di infastrutture strategiche (e grazie all’emendamento anche delle reti metropolitane) di scaricare il 20 per cento del costo, con una defiscalizzazione sututta una serie di imposte, come Iva, Ires e Irap. Che per il prolungamento ovest della metropolitana di Torino, che costa 344 milioni, vorrebbe dire, a conti fatti, un risparmio di 80 milioni.

C’è però un vincolo. Entrambi, promotore e gestore devono essere interamente pubblici. E così non è, almeno non sarà, se dovesse andare in porto la vendita del 49 per cento di Gtt decisa dal Comune di Torino. Nelleprossime settimane Regione, Comune e gli altri enti locali dovranno approfondire la questione. Al tavolo romano di ieri, Piazza Castello ha confermato la disponibilità dei propri 48 milioni, ai quali vanno aggiuntii tredici che dovranno essere stanziati dalla Provincia, i 27 del Comune di Torino, i 21 di Collegno e i dieci di Rivoli, mentre sarà il governo a finanziare gli altri 182 milioni. «Ci sono tutte le condizioni affinché questa procedura consenta in tempi molto rapidi di far ripartire il progetto — commentano i parlamentari Umberto D’Ottavio e Stefano Esposito — gli enti locali lavorino per riformulare il piano finanziario e definire il soggetto promotore e gestore, così da poter nuovamente incontrare il Ministero entro la fine di novembre e procedere all’inizio del 2014 a tutte le azioni necessarie per il finanziamento e la progettazione esecutiva dell’opera ». E Infra.To, la società interamente pubblica che ha il compito di realizzare la metropolitana, cosa dice? «Vediamo — risponde il presidente Giancarlo Guiati — la questione va approfondita, lo vedremo nelle prossime riunioni». E il problema del gestore futuro che deve essere interamente pubblico? «Vedremo anche questo, noi come Infra.To siamo interamente pubblici. E da attuatori del progetto potremmo diventare proponenti». In questi giorni Infra. To è concentrata soprattutto a trovare una quadra per sbloccare i lavori di prolungamento della metro fino in piazza Bengasi.