PER SCALFIRE L’IMPERMEABILITÀ DI COTA SERVE UN’INIZIATIVA CORAGGIOSA: IL PD RIPRENDA IN CONSIDERAZIONE L’IPOTESI DELLE DIMISSIONI

Ha ragione il segretario regionale Gianfranco Morgando nell’affermare che il livello di impermeabilità di Cota e della sua maggioranza è tale che, anche in presenza di una pioggia di avvisi di garanzia, nulla accadrebbe. Ma proprio perché di fronte alla totale delegittimazione di questa Giunta nessuno potrà cavarsela con un’alzata di spalle, allora il PD ha il dovere politico e morale di assumere un’iniziativa straordinaria, eventualmente di concerto con le altre forze dell’opposizione.

In coerenza con la campagna ‘Cota a casa’, si pone urgentemente la necessità di riprendere in considerazione l’ipotesi delle dimissioni collettive dei consiglieri Democratici. Un’opzione politica, ma anche tattica, che era già stata proposta sette mesi fa. Le perplessità di allora sull’opportunità di un gesto così radicale e i dubbi tecnico-guiridici non possono avere più valore oggi, di fronte alla consunzione a cui la Giunta Cota sta portando l’intera istituzione regionale.

D’altra parte, tutte le meritorie e giuste iniziative fin qui intraprese dal gruppo regionale e dal partito non hanno consentito di ottenere il risultato voluto, ovvero la fine anticipata di questa inconcludente e dannosa legislatura. Pertanto, solo un’iniziativa coraggiosa, oltre a rappresentare un segnale davvero forte nei confronti della società piemontese, ci permetterebbe di modificare concretamente il quadro politico e di scalfire quel muro di impermeabilità che rischia di condurci a uno sfascio generalizzato dove tutti quanti saranno accomunati nel discredito e nella pubblica gogna, senza distinzione tra chi ha lavorato per il bene del Piemonte e chi si è fatto gli affari propri pur stando all’opposizione.

Un’azione coraggiosa, ma non spericolata, è l’unica strada da perseguire se si vuole impedire a Cota e alla sua amministrazione di continuare a vivacchiare, magari fino al 2015 con danni irreparabili.

 

Sen. Stefano ESPOSITO

Pino CATIZONE

Giorgio MERLO