Le montagne olimpiche una carta da giocare per lo sviluppo del Piemonte

Le cosiddette montagne olimpiche sono una delle più importanti risorse per il turismo e l’economia piemontese. Si tratta della area di eccellenza per la pratica degli sport della neve e del turismo montano invernale ed estivo. In quest’area si concentra il maggior numero di impianti di risalita con due importanti operatori del settore: Via Lattea e Colomion, il maggior numero di seconde case ad uso turistico e una buona ricettività alberghiera. In quest’area si sono svolti con successo i Giochi di Torino 2006 e ancora oggi a due olimpiadi di distanza quel successo non è stato offuscato. In quest’area sono anche concentrati gli impianti sportivi ereditati da Torino 2006 più problematici. Pista per il bob, slittino e skeleton a Cesana, impianto per il salto dal trampolino a Pragelato. Le montagne olimpiche hanno ricavato notorietà e forza dal loro legame con Torino in un positivo connubio tra Città e Montagna e grazie a questo rapporto hanno potuto vincere la sfida olimpica. In questi anni la Regione Piemonte non ha saputo promuovere e valorizzare appieno questo potenziale.

Poche sono state le azioni di promozione turistica integrata per promuovere adeguatamente questo territorio. Salvo il faticato sostegno all’innevamento programmato non ci sono state grandi attenzioni.

L’eredità olimpica è stata praticamente abbandonata a se stessa anche se, grazie al lavoro del Senatore Esposito e di pochi altri, con la legge 65 sono stati messi a disposizione del territorio tra i 60 e i 90 milioni di euro per riqualificare e rendere funzionali gli impianti ereditati da Torino 2006.

La Fondazione 20 marzo 2006 che ha il compito di pianificare l’uso di tali risorse anche se presieduta oggi dal Sindaco di Sestriere Marin, non ha avuto l’adeguato sostegno politico da parte della Regione nel complesso rapporto con l’Agenzia Torino 2006 che detiene le risorse della legge per facilitare e velocizzare l’uso di quei fondi. Oggi si corre persino il rischio che concludendosi la vita dell’Agenzia se ne perda l’uso senza avere realizzato nessun intervento significativo. Per le Montagne Olimpiche serve una adeguata attenzione da parte della Regione per farne un distretto turistico competitivo, ambientalmente sostenibile, connesso dal punto di vista trasportistico, delle reti energetiche e digitali, della gestione dei rifiuti e di altri servizi strategici con il tessuto metropolitano torinese, per favorire la residenzialità, la connessione con il resto del Paese e dell’Europa e far vivere quei territori tutto l’anno.

Occorre favorire progetti che sfruttino il potenziale energetico di quel territorio per rendere più sostenibile l’uso del sistema di innevamento artificiale e delle altre strutture sportive. Serve un uso sostenibile del potenziale sportivo di quell’area, l’unica che può ospitare eventi di livello mondiale (brutta la figura dei mancati Master Games Invernali) le stazioni olimpiche dell’AVS sono in grado di ospitare la coppa del Mondo di Sci. Anche la preparazione sportiva estiva potrebbe essere ben valorizzata, dai ritiri estivi delle squadre di calcio agli allenamenti in altura per altre discipline. Le infrastrutture lasciate da Torino 2006 potrebbero essere la base per un centro di eccellenza

nazionale per gli sport invernali nel quale il Coni e le Federazioni internazionali potrebbero concentrare l’ attività di preparazione e di gara. Lo sfruttamento del patrimonio delle seconde case, senza costruire nuovi e invasivi insediamenti, favorendone la riqualificazione e l’efficentamento energetico potrebbe dare nuovo slancio ad un turismo di corto e lungo raggio.

Con i Sindaci dei comuni delle montagne olimpiche uniti da comuni intenti si deve aprire un dialogo costruttivo finalizzato a elaborare un programma di sviluppo e sostegno che valorizzi questo territorio e lo renda strategico per il futuro del Piemonte.