“Anni di piombo: Genealogie dell’Italia attuale”

Martedì 11 Marzo 2014, ore 18.30
Teatro Belli, Piazza di Sant’Apollonia 11

Francesco Apolloni
Adriana Faranda
Giovanni Barbera
Stefano Esposito

Francesco Apolloni
Autore dello spettacolo, ha scritto questo testo ispirandosi a due “coppie storiche” che parteciparono alla lotta armata negli anni ’70: Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, Adriana Faranda e Valerio Morucci: i primi capi dei NAR, i secondi membri del consiglio direttivo delle BR.
Ha realizzato questa opera circa quindici anni fa in due diverse edizioni, prima con Claudia Gerini (al suo debutto) e poi con Stefania Rocca. Regista, scrittore, attore, giornalista e produttore.
Recentemente ha recitato accanto ad Adrien Brody nel film Third Person per la regia del premio Oscar Paul Haggis.

Adriana Faranda
Ex membro della direzione strategica delle Brigate Rosse, partecipò al sequestro Moro opponendosi, alla fine, all’uccisione dello statista. La Faranda ha scontato sedici anni di carcere. Francesco Apolloni si è ispirato alla sua biografia nel creare i personaggi di Angelo e Beatrice e abbiamo ritenuto opportuno che la Storia venisse raccontata anche dalla viva voce di un testimone diretto, in quanto quella voce continua a ripetere da anni, senza alibi né attenuanti, come questi drammatici accadimenti debbano essere un monito alle future generazioni.
Ricordando una sua frase che credo colpì un’intera generazione nata dopo quegli anni (Voi non avrete mai le nostre ragioni più profonde, non avrete neppure il nostro spirito di ribellione contro le ingiustizie. Non avrete neppure più la nostra vita, di speranza e di sogni, perché non siamo più disposti a ucciderla nell’odio), la testimonianza della Faranda non è solo nelle parole, ma nella sua vita attuale, proprio perché così distante, lucida e lontana dal tragico caos di quella generazione (la prospettiva da cui si può comprendere meglio) e nel suo universo di artista e fotografa.

Giovanni Barbera
Componente del Comitato politico romano del PRC, recentemente intervenuto sulle tematiche in oggetto, sottolineando come lo spazio dei “poteri forti” si ampli quando quello legittimo, che in democrazia dovrebbe essere rappresentato dalla sovranità popolare, è debole e non è in grado di assolvere alla sua funzione che è quella di governare i processi sociali ed economici.