Dal governo 100 milioni per il metrò

Andrea Rossi – LaStampa
Ora sarà una corsa contro il tempo: entro il 31 agosto del 2015 il prolungamento della linea 1 del metrò fino a Rivoli dovrà essere cantierabile, cioè in grado di procedere, in tempi brevi, alla gara d’appalto e successivamente all’avvio dei lavori. Però i soldi, oggi, a differenza di qualche giorno fa, ci sono.
La settimana scorsa la situazione era nera, o quasi: il decreto Sblocca Italia sulle infrastrutture garantiva a Torino soltanto la copertura del passante ferroviario e al resto del Piemonte la ferrovia per Malpensa e le manutenzioni sulla Cuneo-Ventimiglia. Niente, invece, per la metropolitana di Torino: né il prolungamento fino a Rivoli né tanto meno l’avvio della linea 2. Il testo uscito ieri sera dal Consiglio dei ministri è molto meno avvilente: non ci sono tutti i 304 milioni necessari all’ultimo tratto della linea 1, che avrebbero potuto arrivare se il progetto definitivo fosse pronto, ma nemmeno zero euro come pochi giorni fa. Il governo ha stanziato 100 milioni per quei 3,4 chilometri che collegheranno l’attuale capolinea di Fermi con il nuovo (e definitivo) di Cascine Vica. E ne inserirà altri 204 nella legge di stabilità 2015-2017, che fino a ieri avrebbe dovuto contenere l’intero finanziamento, cioè i 304 milioni.

Obiettivo agosto 2015
C’è una bella differenza: si può partire subito o quasi, a patto ovviamente che il progetto definitivo sia pronto entro pochi mesi, superando lo stallo che ha rischiato di far affondare il metrò. I tempi sono una variabile decisiva, il meccanismo introdotto dal governo è una tagliola: il 31 agosto del prossimo anno se Torino non avrà fatto i compiti i fondi verranno revocati. È per questa ragione che il sindaco Fassino ha convocato in tutta fretta una riunione: martedì vedrà assessori, vertici di Gtt e InfraTo per accelerare i tempi sui progetti.

Gli altri 204 milioni necessari a pagare l’intera tratta – che sarà quindi interamente finanziata dallo Stato, mentre fino a ieri gli enti locali avrebbero dovuto accollarsi 121 milioni – finiranno nella legge di stabilità: 100 milioni nel 2015, 50 nel 2016 e 54 nel 2017. E l’anno prossimo dei 100 milioni, 60 serviranno per far partire il primo lotto della seconda linea del metrò, Rebaudengo-Mirafiori.

Il blitz torinese
Il blitz si è concretizzato nelle ultime ore prima del Consiglio dei ministri, quando lo Sblocca Italia è stato rivisto per volontà del premier Renzi: sono state stralciate decine di opere giudicate meno urgenti o senza copertura e ne sono entrate (poche) altre. Tra queste il metrò, frutto di un incessante pressing orchestrato dal senatore del Pd Stefano Esposito, vice presidente della commissione Trasporti di Palazzo Madama, che la settimana scorsa aveva lanciato l’allarme, e dall’attivismo del sindaco. Così lo Sblocca Italia è entrato in Consiglio dei ministri con i soldi per il metrò. Ed è uscito senza correzioni.

Mentre il governo si riuniva dalla Regione partiva una lettera destinata ai parlamentari piemontesi, convocati sabato prossimo per discutere di Sblocca Italia, legge di stabilità e riforme. L’incontro – cui parteciperanno tutti i partiti, compreso il Movimento 5 Stelle – è stato richiesto dal presidente Chiamparino e da Fassino.