TAV. ESPOSITO: “LA RINUNCIA DEGLI IMPUTATI NO TAV È UNA SCONFITTA. ORA BASTA CON LA MACCHINA DEL FANGO CONTRO I MAGISTRATI”

I quattro No Tav accusati di terrorismo e che avevano presentato ricorso in Cassazione, ora rinunciano al ricorso davanti Tribunale del Riesame, ovvero l’organo al quale la Cassazione aveva rinviato gli atti affinché l’accusa venisse meglio motivata dalla Procura. La propagando No Tav dopo la decisione della Cassazione aveva festeggiato e dato nuovo fiato alla campagna di discredito nei confronti di Pm ‘con l’elmetto’ e della magistratura torinese ‘collusa’ con chissà quali interessi. Una vergognosa e intimidatoria macchina del fango condotta contro chi aveva l’unica colpa di fare il proprio lavoro, ovvero far rispettare la legge. Oggi per i No Tav doveva essere il gran giorno della verità: l’occasione per smontare il “castello” di accuse nei loro confronti. Invece, hanno preferito non presentarsi e rinunciare al ricorso, con la conseguenza che rimane in piedi l’accusa di terrorismo nei loro confronti. Non mi interessa certo entrare nel merito delle scelte processuali, ognuno opta per gli avvocati che preferisce e si difende come meglio crede, ma evidenzio una profonda contraddizione tra le continue affermazioni fatte dai quattro imputati e la rinuncia al ricorso. Mi pare evidente che i violenti attacchi alla magistratura alla fine abbiano prodotto solo una sconfitta. Mi auguro che tale rinuncia consenta di ripristinare un clima di serenità e di rispetto nei confronti delle forze dell’ordine e dei magistrati. Spero solo che questa scelta non celi il rifiuto di essere giudicati dai tribunali della nostra Repubblica da parte di chi continua a ripetere che la Tav è illegittima e tutte le azioni finalizzate a fermarla sono, invece, nonviolente e lecite. Pensare che non siamo i tribunali ordinari, ma la ‘Storia’ o il ‘Popolo’ a dover giudicare le azioni di un manipolo di ragazzi che si credono eredi dei partigiani, sarebbe solo tragicamente ridicolo.