Tav: A giudizio le violenze, non i costi

Paola Italiano – LaStampa
«Ma all’aula bunker è in corso un processo sui costi della Torino-Lione oppure sugli assalti violenti al cantiere?». La prima reazione del senatore Stefano Esposito alle difese dei No Tav è sarcastica.
È vero? Anche lei afferma ora quanto i No Tav dicono da anni?
«Stiamo parlando di un processo per violenze commesse da soggetti che non contestavano i costi, ma la realizzazione dell’opera».
Però i costi li hanno sempre contesati anche i non violenti.
La mia posizione è la migliore dimostrazione che non c’è bisogno di tirare pietre e molotov per opporsi all’opera, il parlamento è perfettamente in grado di occuparsene.
Il lievitare dei costi non rischia di minare la fiducia di chi è favorevole ?
Sì, ne sono consapevole. Ma la mia contrapposizione ai No Tav, e non parlo di quelli violenti, si basa su una scommessa: loro dicono no alle grandi opere per il rischio di corruzione, io scommetto su un Paese in cui la corruzione si possa combattere realizzandole e rendendo trasparenti i costi.