PLANO CON LA LETTERA A RENZI HA CERTIFICATO COME DIETRO LA RETORICA #NOTAV C’ERA IL PARTITO DELLA GOMMA

Con la lettera inviata a Matteo Renzi, Sandro Plano ha finalmente rilevato la verità: dietro la retorica ambientalista e bene-comunista No Tav e la lotta contro le grandi opere onnivore, inutili e devastanti, in realtà si nascondevano i sostenitori del primato della gomma rispetto al ferro.
Ora finalmente è chiaro a tutti quanto da anni andavo sostenendo, ovvero che in Valle di Susa non tutte le infrastrutture sono uguali: c’è un tunnel buono e utile, quello del raddoppio del Frejus, ed un tunnel cattivo ed inutile, quello della Torino-Lione. Per il raddoppio del Frejus i soldi sono spesi bene e l’impatto sull’ambiente un giusto prezzo da sopportare, mentre i soldi per la Tav sono uno spreco che sarebbe meglio impiegare per asili, ospedali ed altri beni comuni.
La lettera di Sandro Plano certifica come alcuni dei leader del movimento No Tav hanno saputo giocare con abilità e furbizia quella parte, celando il loro vero ruolo di sostenitori, nonché di dipendenti, del partito della gomma e delle autostrade.
Ora mi auguro che Plano sappia dare esaurienti spiegazioni ai tanti giovani che con spirito ideale e sincero hanno partecipato al movimento contro la Tav, finendo travolti dalla spirale violenta innescata dagli antagonisti e ritrovandosi ora a dover affrontare processi e spese legali mentre i loro leader stappano bottiglie all’ingresso del tunnel del Frejus. Anche i vari rappresentanti istituzionali della Valle di Susa e non solo, che per anni hanno chiesto al Governo di fermare l’opera e di ascoltare le ragioni del territorio, ora saranno chiamati ad un’operazione di chiarezza in merito al loro strabismo pro-Frejus e anti-Tav.
Con la lettera a Renzi, Sandro Plano ha posto la parola ‘fine’ alla tragica commedia della crociata contro la Tav. E fatto capire a tutti che davvero non valeva la pena ‘morire per una galleria”: bastava saper lavorare a favore della galleria giusta.