Risposta all’esposto presentato dai sindaci notav della Valsusa

In relazione alla richiesta di avvio di una Commissione di inchiesta Parlamentare avanzata dai Sindaci dei Comuni della Valle di Susa e Cintura Ovest di Torino, Almese, Avigliana, Borgone, Bruzolo, Bussoleno, Caprie, Caselette, Chianocco, Chiusa di San Michele, Condove, Mattie, Mompantero, Novalesa, San Didero, San Giorio di Susa, Sant’Ambrogio di Torino, Susa, Vaie, Venaus, Villardora, Villar Focchiardo, Rivalta di Torino

Si evidenzia quanto segue:

  1. “due contratti relativi alle recinzioni e alla sistemazione dell’area di cantiere TAV in località Maddalena di Chiomonte hanno evidenziato dei costi per talune lavorazioni 250 volte superiori a quelli del prezziario della Regione Lombardia utilizzato come riferimento per tutto il territorio nazionale”
  2. “oltre trenta tra amministratori locali e sindaci nel 2013 hanno proceduto ad un esposto presso la Procura della Repubblica di Torino per denunciare questa macroscopica anomalia dei costi sostenuti sul quale dal mese di marzo del 2014 è in corso l’indagine da parte dei competenti organi della Magistratura torinese”
    Nell’ambito del giudizio promosso innanzi al TAR Lazio , iscritto al RG 543/12 e definito con sentenza 2371/2014, è stato già proposto il quesito relativo alla illegittimità delle procedure di affidamento, ed alla indeterminatezza assoluta dei costi, senza risparmio.
    LTF, giusta ordinanza n.20391/12  provvedeva al Deposito dei relativi contratti ed il TAR, dopo aver esaminato anche detta documentazione, si è pronunciato con il rigetto dei motivi di censura perché inammissibili ed infondati.
    La stessa documentazione è stata poi depositata presso la Procura della Repubblica di Torino, dove sono in corso le indagini relative ad una denuncia presentata dai Sindaci della Val di Susa, sempre relativamente ai presunti costi eccessivi, di cui al punto 2).
    Si evidenzia che un confronto effettuato tra i costi dei contratti relativi alle recinzioni di LTF ed un’analisi effettuata con i prezzi del prezzario della Regione Lombardia (citato come riferimento dal Movimento No Tav) ha consentito di accertare che le voci contrattuali risultavano congrue.
  3.  Dalle note diffuse recentemente a mezzo stampa e via internet, inerenti le indagini dei ROS relative alle infiltrazioni della malavita nei cantieri TAV di Chiomonte nell’ambito dell’Operazione San Michele, (si allega estratto di 23 pagine del rapporto dei ROS riportante il testo delle intercettazioni telefoniche probatorie in tal senso) emergono purtroppo in modo lampante gli interessi e l’attività della malavita organizzata sul cantiere in oggetto.
    L’Operazione San Michele ha smascherato un tentativo di infiltrazione della ‘ndrangheta negli appalti della Torino – Lione ed ha visto coinvolte una serie di società che non hanno mai avuto rapporti di appalto con LTF. Solo la società Toro srl (il cui titolare successivamente è stato indagato di concorso esterno in associazione mafiosa), ha lavorato nel cantoere di Chiomonte attraverso un subappalto per bitumatura (45.000€); la Toro srl peraltro all’epoca aveva le certificazioni in regola (certificato camerale con dicitura antimafia). In mancanza di tale certificazione infatti, la società non poteva essere autorizzata ad effettuare lavori. Dalla stessa indagine emerge che la Toro srl doveva essere la testa di ponte per l’ingresso in cantiere di società riconducibili al sodalizio criminale indagato, che mai è riuscito nel suo intento criminoso, grazie anche alle procedure messe successivamente in atto con la firma del Protocollo di Legalità LTF – Prefettura di Torino. Sull’esistenza di mire malavitose nei confronti del Cantiere non può rispondere LTF, ma le Autorità competenti.
  4.  Presso il Senato della Repubblica giace un DDL (A.S. 1189 a titolo Istituzione di una Commissione parlamentare di inchiesta sul progetto e la realizzazione dell’opera denominata ” Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (TAV)”
    In particolare è richiesta l’istituzione di una Commissione di inchiesta “avente ad oggetto il complesso degli atti che hanno condotto alla decisione, successive progettazioni e cantierizzazioni della <<Linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione (NLTL TAV)>>
    Gli argomenti posti a fondamento del DDL sopra richiamato sono i medesimi già oggetto di reiterati ricorsi al TAR. Detti ricorsi, presentati nel corso degli anni ed aventi ad oggetto molteplici profili dell’iter autorizzativo, si sono tutti conclusi con sentenze di rigetto dei motivi di gravame.
    In particolare, da ultimo, si evidenziano le sentenze di seguito elencate:
  1. TAR Lazio, sentenza n. 2370/2014
  2. TAR Lazio, sentenza n. 2371/2014
  3. TAR Lazio, sentenza n. 2372/2014