“Basta scaricabarile” Il Pd si spacca

Andrea Rossi – LaStampa

No, stavolta non resiste nemmeno la compattezza di facciata di due settimane fa quando, non senza fibrillazioni, il Pd aveva fatto quadrato. L’allargamento dell’indagine ai dipendenti scatena un putiferio. Soprattutto, fa uscire allo scoperto chi vorrebbe un gesto di responsabilità da parte del vertici politici, a cominciare dal segretario regionale Davide Gariglio. Il quale, in una nota congiunta con il responsabile provinciale Morri, esprime «la massima fiducia nell’operato dei dipendenti e di tutti i volontari e autenticatori che hanno raccolto le firme». Un presa di posizione che molti considerano fiacca e debole, a cominciare dal senatore Stefano Esposito: «La strategia di scaricare su chi lavora le responsabilità politiche non può passare. Il segretario regionale e tutta la segreteria si assumano la responsabilità politica di un pasticcio che non doveva succedere». Argomenta Giusi La Ganga: «La vicenda è un mix di arroganza, pressappochismo e adesso anche disonestà intellettuale. Fare come gli struzzi e sperare in un’archiviazione perché i responsabili restano ignoti mi sembra un’illusione pericolosa». Ancora più duro Mario Sechi, membro della segreteria regionale: «Non una sola persona dotata di senno e buonafede può immaginare che una procedura complessa come la presentazione delle liste possa esser stata gestita in autonomia, e senza indicazioni operative di fonte politica». Non ci sta, invece, un altro membro della segreteria, Davide Ricca: «No al gioco dello “sparo nel mucchio”, non posso assumermi la responsabilità di scelte che non ho preso». Chiude Gariglio: «Non capisco, la responsabilità politica ce la siamo già presa».