“Si sa che ho un cattivo carattere chi non collabora se ne accorgerà”

PAOLO GRISERI – Repubblica
ROMA. Visto dal fondo della sala, seduto sugli scranni della giunta nell’aula Giulio Cesare, è un paio d’occhiali appoggiato sui banchi. Non è certo un Marcantonio, Stefano Esposito, e fa un certo effetto vederlo lì, in mezzo alle statue dei senatori che furono. Anche lui è diventato senatore, duemila anni dopo. Manterrà il doppio ruolo ma garantisce: «Non c’è possibilità di cumulo tra l’indennità di assessore e quella di senatore. Se ci fosse, ci rinuncerei». Modi spicci, linguaggio sopra le righe sui social network e al telefono, ammette: «Ho un cattivo carattere ». Se ne sono accorti i No Tav prima e i gestori del lido di Ostia poi. Insulti, controinsulti, minacce e la scorta.
Chi gliel’ha fatto fare di prendersi anche il mal di pancia dei trasporti a Roma?
«I due Mattei. Orfini e Renzi mi hanno convocato domenica alle 20.30 alla Festa dell’Unità di Roma e mi hanno detto: devi fare l’assessore».
Hanno detto proprio “devi”?
«Certo. E io da buon soldato ho obbedito».
Lei è di Torino, Rossi Doria è di Napoli, Marino è di Genova.
La Meloni storce il naso: twitta che ci sono pochi romani…
«Vorrà dire che la giunta rappresenta finalmente l’unita d’Italia. È la giunta della capitale o no? Giorgia Meloni dovrebbe riflettere sul fatto che il suo collega di partito Alemanno ha lasciato Roma nella munnezza come si dice a Napoli».
L’Atac è al collasso. Ritardi, autobus rotti, metro che viaggiano con le porte aperte, il New York Times che si lamenta. Come pensa di raddrizzare la situazione?
«Ci proveremo. Partirò con il dialogo».
Proprio lei, il dialogo?
«Certo. Ci siamo dati 90 giorni. Comincerò a incontrare i sindacati e le altre forze politiche. Proporrò un patto: l’Atac è dei romani, è al servizio dei romani e deve funzionare per i romani. Chi collabora bene».
E chi non collabora?
«Se una forza politica o un sindacato parte dall’idea che la situazione di oggi è positiva, se si oppone al cambiamento necessario, è bene che si sappia che indicherò io stesso ai cittadini chi resiste magari in modo strumentale ».
A quale episodio si riferisce?
«Agli autobus che fino al giorno prima funzionavano perfettamente e il giorno dopo si rompono tutti insieme. Per fare un esempio di resistenza passiva».
Lei privatizzerà l’Atac?
«La proposta è stata fatta dal sindaco. Io non ho posizioni precostituite. Prenderemo in considerazione tutte le soluzioni e poi decideremo».
Questa nuova giunta è la terza ripartenza dell’amministrazione Marino. Come mai?
«Perché per troppi anni si è sottovalutato la gravità delle connivenze che caratterizzavano l’amministrazione di Roma».
Parla del periodo di Alemanno?
«Parlo di tutti i periodi. Poi per fortuna piazzale Clodio ha smesso di essere il porto delle nebbie, è cominciata l’inchiesta Mafia capitale e tutto è emerso».
Ma Mafia capitale è ormai alla terza puntata. Anche Marino ha sottovalutato?
«Lo ha detto lui stesso che non immaginava la gravità della situazione. Era difficile da immaginare, del resto. Come era inimmaginabile il coinvolgimento del Pd ».
Rimarrà senatore? Perché non dimettersi?
«Mi dimetterò da vicepresidente della commissione trasporti della Camera ma rimarrò nella commissione. Un raccordo tra l’amministrazione e il Parlamento può essere molto utile alla vigilia del Giubileo».
Lei sarebbe mai diventato assessore a Torino?
«Eh non sarebbe stato facile. Un po’ perché il Pd torinese è dilaniato da invidie e gare su chi è più renziano. E un po’ perché non è facile entrare nella giunta di Torino, anche di centrosinistra, chiamandosi Esposito».