Atac, gara per 700 bus “Nessun concorrente andrebbe annullata”

CECILIA GENTILE – Repubblica
«UNA gara così in condizioni normali si annulla, ma siccome il trasporto romano è in emergenza, non si può fare». È preoccupato l’assessore alla Mobilità Stefano Esposito: «Se ci va bene — spiega — avremo una gara con un candidato unico. E sarebbe già tanto, perché il bando potrebbe anche andare deserto ». La gara a cui fa riferimento Esposito è quella bandita da Atac per 700 autobus in leasing, prorogata già due volte. Si chiuderà entro la prima decade di settembre ma, da quando è stata bandita, quattro mesi fa, non ha avuto nessun candidato. Il bando prevede la fornitura di bus alimentati a diesel, lunghi 12 e 18 metri, dotati di video sorveglianza, cabine di guida protette con porta di accesso riservata, sistemi multimediali per la comunicazione a bordo, sistema satellitare per la tracciabilità del mezzo, pedane di accesso ribaltabili manualmente, aria condizionata integrale. I primi 100 dovrebbero comparire nelle strade di Roma tra gennaio e febbraio prossimi.
«L’italiana Iveco ha manifestato il suo interesse, la polacca Solaris ha fatto un sacco di domande, ma io non conto sulla partecipazione di quest’ultima — continua Esposito — La realtà è che adesso ci sono zero candidati. A settembre ci potremmo trovare di fronte a una gara con un solo concorrente che finirebbe per fare da monopolista ed annullare il senso stesso di un bando, che è quello di mettere in competizione più aziende per ottenere il meglio sul mercato alle condizioni migliori ».
È anche comprensibile che non si sia fatto avanti nessuno: soltanto da poco l’Atac ha firmato il contratto di servizio con il Comune e anche la ricapitalizzazione per salvare l’azienda dal baratro è storia recentissima. «In poche parole — taglia corto Esposito — il soggetto che bandisce la gara non si è dimostrato credibile. Chi si impegna in un’impresa come la fornitura in leasing di 700 vetture deve metter su un piano finanziario molto impegnativo, che ha bisogno del sostegno di vari istituti di credito ». Dunque, gli eventuali partner hanno atteso: volevano verificare se l’Atac fosse stata in grado di onorare il suo impegno, pari ad un investimento complessivo di oltre 200 milioni di euro. Perciò è arrivata la richiesta di una prima proroga, concessa fino a giugno, poi di una seconda, fino a luglio. Nel frattempo l’assestamento di bilancio ha reso possibile la ricapitalizzazione con 180 milioni di euro, 40 cash e 140 con il conferimento di 18 treni Caf all’azienda. Nello stesso tempo, il contratto di servizio con il Comune è stato firmato. Ma a quel punto era tardi per muoversi con le banche, ed ecco l’ulteriore rinvio, fino ai primi dieci giorni di settembre.
A dicembre scorso l’allora assessore alla Mobilità, Guido Improta, aveva annunciato l’interessamento dell’azienda cinese King Long, una delle più grandi aziende di produzione di mezzi di trasporto del mondo, che produce 25.000 tra autobus e pullman all’anno e 30.000 minivan. Ma quell’interesse è evaporato in fretta di fronte ai travagli dell’Atac, sull’orlo del fallimento.