Esposito: “Pronti a sostenere Fassino”

Gabriele Guccione – Repubblica
«FASSINO si ostina a non voler svelare le sue carte. Se però si ricandiderà, lo sosterremo tutti convintamente ». A dirlo è l’esponente politico del Pd considerato più lontano dall’attuale sindaco Piero Fassino. Quello stesso senatore Stefano Esposito che qualche mese fa un pensierino, a candidarsi alle prossime comunali in alternativa all’attuale inquilino di Palazzo Civico, per mezzo delle primarie, l’aveva fatto.
SENATORE Esposito, non era lei che voleva le primarie per poter sfidare Fassino?
«In questo momento sto facendo altro: il Senato, l’incarico di assessore ai trasporti a Roma… Sono concentrato su altre cose».
Quindi se non sarà lei a chiedere le primarie, nessuno le chiederà?
«Per chiedere le primarie bisognerebbe prima capire cosa vuol fare Fassino. Detto questo, la sostanza è semplice: se si ricandiderà, lo sosterremo tutti».
Il partito sembra stia serrando le file attorno a Fassino per far fronte comune contro il nemico. Le divisioni di corrente sembrano sopite. Che cosa sta succedendo?
«L’appuntamento con le urne non sarà una passeggiata di salute, non ci saranno risultati facili e scontati. Lo ha ben chiaro lo stesso Fassino».
Temete tanto la minaccia rappresentata dal Movimento 5 Stelle?
«Non la sottovaluterei, non sottovaluterei nessun avversario. Il brutto affare delle firme irregolari per le liste regionali non ha fatto bene al partito. Spero che nessuno si illuda che si sia trattato di una vicenda innocua, per cui non occorre ridare ristoro al Pd. Sul piano penale ci penserà la magistratura, ma sul piano politico bisognerebbe capire che è successo qualcosa, non che non è successo nulla, come qualcuno, a cominciare dal segretario Fabrizio Morri, si ostina a dire».
Cosa pensa dell’idea di presentare la chiampariniana lista Monviso a sostegno di Fassino?
Rafforzerebbe la coalizione?
«Dietro l’operazione della lista Monviso non credo si nasconda Chiamparino. Non è da lui. Per il resto mi sfugge sinceramente il senso di presentare un lista del genere ».
Non crede sia fatto per arginare il pericolo di farsi trascinare al ballottaggio, dove a quel punto ci sarebbero i 5Stelle ad attendere Fassino e i giochi si farebbero duri?
«Non è sommando le liste che si moltiplicano i voti. Serve strategia. È un insegnamento vecchio che avremmo dovuto imparare dall’esperienza dell’Unione di Prodi ».
A proposito di coalizioni super larghe: gli altri alleati? Sel, per esempio?
«Non ha senso che Sel stia ancora dentro la coalizione. In questi cinque anni ne ha dette di tutti i colori su Fassino. Di notte faceva la rivoluzione e di giorno si spartiva le poltrone. Meglio che stia fuori».
E gli abboccamenti per costruire un accordo con Ncd? Anche in questo caso è contrario?
«L’alleanza con Ncd è un tema delicato su cui si deve ragionare seriamente: non dimentichiamo che Alfano sta con Renzi. È una discussione che andrebbe gestita nelle sedi di partito e non tra il viceministro Costa e il segretario regionale Gariglio. Trovo singolare è che ad occuparsi delle alleanze di Torino sia Gariglio e non il segretario torinese Morri. La discussione va fatta a Torino».